Italocanadesi cambiano il mondo
TORONTO – La vita è come una serie di autostrade punteggiate da meraviglie inimmaginabili e dalla capacità dell’umanità di affrontare le curve impreviste lungo il percorso. In tali circostanze, gli ideologi spesso propongono e sostengono soluzioni che, col senno di poi, sfidano la logica e ritardano il sollievo da tensioni e stress non necessari.
Suppongo che, come migrante proveniente da un altro luogo e un altro tempo, tendo a favorire un approccio pratico nella risoluzione delle sfide, quindi ho accolto con favore i temi principali del discorso del sindaco Steven Del Duca durante il pranzo annuale della Vaughan Chamber of Commerce lo scorso 25 febbraio. Essi erano, secondo la mia interpretazione, sicurezza, accessibilità ai servizi e leadership nel garantire l’erogazione dei servizi per i quali i Comuni esistono o hanno i mezzi per influenzare.
Erano presenti circa ottocento persone che hanno contribuito a rendere il sindaco e il suo consiglio responsabili del messaggio. Molti di loro erano presenti anche il 27 febbraio, quando un’altra organizzazione, la Cortellucci Hospice Vaughan, ha tenuto un evento di raccolta fondi per onorare una famiglia di Vaughan ritenuta degna di riconoscimento per il suo contributo sostanziale a garantire l’accesso presente e futuro ai servizi di hospice e cure palliative a chi potenzialmente passa dall’Ospedale Cortellucci ad un ambiente di fine vita dove le cure e la dignità non mancano.
È stato un evento straordinario. Uno spettacolo superbo per ringraziare gli ospiti e stimolare ulteriormente l’impegno nella raccolta fondi e nel volontariato. I numeri hanno superato quelli registrati 36 ore prima. A parte gli insigniti Cortellucci – i fratelli Mario, Nick, la sorella Vilma – i loro coniugi e figli adulti, il sindaco Del Duca e diversi consiglieri erano presenti per offrire il loro sostegno morale. Anche i deputati Anna Roberts e Michael Guglielmin hanno fatto lo stesso, così come gli MPP Stephen Lecce e Michael Tibollo.
Nella mia generazione, famiglie orientate alla comunità, come i Cortellucci, pur seguendo i propri affari personali, hanno contribuito a trasformare un ambiente rurale ormai non più economicamente sostenibile, disseminato di campi da golf, in una città moderna con quasi 400.000 abitanti. Questa popolazione ha guidato l’innovazione, la diversità delle imprese, la qualità dei servizi nella vita quotidiana e la connessione con gli sviluppi internazionali provenienti dall’Europa, dall’Asia e oltre.
Molti dei 1.000 presenti condividono la stessa ambizione per una s ocietà canadese come quella dei Cortellucci. Con il rischio di offendere chi non è stato citato, sono rimasto particolarmente colpito dalla varietà di provenienze: Lido Construction, Masters Insurance, Decorest, Bianchi e Testa, Beaver Valley Stone, C3Labs, membri della professione docente, LiUNA, le industrie del trasporto, e così via. L’elenco è limitato solo dal numero di persone che potremmo offendere involontariamente omettendo il loro nome.
Il Corriere Canadese è rimasto particolarmente impressionato dal fatto che così tanti, come i Cortellucci, fossero di origine italiana, provenienti da piccoli centri, con radici familiari solide e con valori cresciuti nel servizio, nella condivisione e nella dignità. Servirebbero da modello per tanti.
Nella foto in alto, da sinistra: Dino Gagliano, Sabrina Cortellucci, Vilma Cortellucci-Fiuza, Rosanne Cortellucci Nick Cortellucci, Mario Cortellucci, Ginesia Cortellucci e Pietro Cortellucci; qui sotto, una fotogallery dei due eventi del 27 e del 25 febbraio (foto: Corriere Canadese) più un video dalla serata di gala





















