Un tocco italiano sull’opera francese
TORONTO – I puristi del cinema stanno per ricevere un regalo inaspettato questo autunno con una audace e contemporanea reinterpretazione di un classico. Il nuovo thriller romantico in lingua francese di Alexandre Castagnetti, Il Fantasma dell’Opera, ha scelto il Festival del Cinema di Roma per ospitare la sua attesissima prima mondiale. Sebbene il film porti il pubblico direttamente nelle storiche sale dell’Opéra Garnier di Parigi, il suo battito artistico è decisamente italiano.
La produzione funge da ponte culturale unico, guidato da un regista e una protagonista che entrambi incarnano profonde radici italiane con profondi legami con la Francia. Il regista Alexandre Castagnetti è nato a Chieri, in Italia, da genitori italiani prima che la sua famiglia si trasferisse in Francia durante la sua infanzia.
Allo stesso modo, la sua star principale, l’affascinante Deva Cassel, è nata a Roma e cresciuta ampiamente in Italia dalla madre, l’iconica sirena cinematografica Monica Bellucci, ereditando una discendenza francese dal padre, Vincent Cassel. Questa doppia identità permette al duo di infondere una passione distintamente italiana in un capolavoro francese tradizionalmente rigido.
Insieme, riescono a trascinare con successo il romanzo gotico del 1910 di Gaston Leroux nell’era moderna, progettandolo esplicitamente per catturare un pubblico più giovane e contemporaneo. Il film sostituisce il canto operistico tradizionale con un balletto classico ad alto rischio, trasformando la trama in un romanzo psicologico moderno e cupo.
Castagnetti ha dichiarato apertamente di trarne forte ispirazione dalla saga Twilight che fonde tensione oscura e atmosferica con una storia d’amore giovanile. Il regista ha anche citato un forte debito cinematografico a Brian De Palma, i cui thriller altamente stilizzati e teatrali influenzano fortemente i movimenti di macchina da presa ampi e la messa in scena drammatica del film all’interno delle mura dell’opera.
Dopo le prime proiezioni ai festival, le prime recensioni hanno fatto esultare i critici per la presenza ipnotica di Deva Cassel sullo schermo. Incarnando il ruolo della talentuosa giovane ballerina Anastasia Marescu, i recensori notano che Cassel domina l’inquadratura con un’eleganza naturale e grezza.
I complimenti suggeriscono che finalmente stia emergendo dall’ombra cinematografica della madre e stia affermando saldamente la propria identità come attrice di primo piano da tenere d’occhio. Riflettendo su come bilancia la sua complessa doppia eredità, Cassel ha riassunto le sue radici in una recente intervista: “Mi piace dire che sono un’italiana con un atteggiamento francese”, aggiungendo che “l’Italia rappresenta calore, cibo e famiglia”.
Prevedibilmente, i tradizionalisti francesi potrebbero non apprezzare del tutto questa reinvenzione libera e radicale del loro sacro materiale letterario, che sostituisce il classico fantasma d’opera sfigurato con un pianista moderno e misto e mischino. Tuttavia, ciò che manca al film in termini di fedeltà rigorosa al testo originale, lo compensa ampiamente con stile.
In effetti, molti critici già suggeriscono che l’estetica cupa, iper-stilizzata e il ritmo teso del film portino con sé un’influenza palpabile di Dario Argento, rendendo un omaggio tacito all’italiano classico Giallo horror e i legami leggendari di Argento con la storia del Fantasma.
Infondendo al progetto un tocco decisamente italiano, Castagnetti e Cassel stanno infondendo nuova vita vibrante a una storia secolare fa, esponendo un classico senza tempo a una generazione completamente nuova di spettatori.
Poster cortesemente concesso da SND Films, foto di Deva Cassel gentilmente fornita da Coadic Guirec
Massimo Volpe, autore di questo articolo, è un filmmaker e scrittore freelance di Toronto: scrive recensioni di film/contenuti italiani su Netflix




