Canada

Tassi invariati, ma è allo studio un primo taglio già da giugno

TORONTO – I tassi d’interesse restano ancora una volta invariati al 5 per cento. E qui, nessuna sorpresa, visto che nessuno aveva messo in preventivo un primo intervento di Bank of Canada sul costo del denaro già da questo aprile. Ma nell’annuncio di ieri del governatore Tiff Macklem, per la prima volta negli ultimi due anni, è stata fatta un’apertura concreta sul prossimo taglio del tasso di sconto, e questo già da giugno. Di fronte alla domanda dei giornalisti su un potenziale taglio a giugno, Macklemsi è sbilanciato: “Sì, questo rientra nelle possibilità concrete”. In ogni caso è ormai pressoché certo che dalla prossima estate la Banca Centrale canadese inaugurerà una netta inversione di rotta nella sua strategia monetaria inaugurata nel marzo del 2022 per frenare la corsa dell’inflazione. Il taglio dei tassi d’interesse non sarà brusco, ovviamente, ma progressivo e prudente, con un occhio sempre agli andamenti del costo della vita, lasciando quindi la porta aperta ad eventuali correzioni in corsa.

“Bank of Canada – si legge nel documento ufficiale che ha accompagnato l’annuncio di Macklem – prevede che l’economia globale continuerà a crescere a un tasso di circa il tre per cento, con l’inflazione nella maggior parte delle economie avanzate che diminuirà gradualmente. L’economia statunitense si è dimostrata ancora una volta più forte del previsto, sostenuta dalla resilienza dei consumi e dalla robusta spesa delle imprese e del governo. La crescita del PIL degli Stati Uniti dovrebbe rallentare nella seconda metà di quest’anno, ma rimanere più forte di quanto previsto a gennaio. L’area dell’euro dovrebbe riprendersi gradualmente dall’attuale debolezza della crescita. I prezzi globali del petrolio sono saliti, con una media di circa 5 dollari in più rispetto a quanto ipotizzato nel Rapporto sulla politica monetaria (MPR) di gennaio”.

“Da gennaio – continua il rapporto – i rendimenti obbligazionari sono aumentati ma, con la riduzione degli spread del credito societario e il forte aumento dei mercati azionari, le condizioni finanziarie complessive si sono allentate”.

Bank of Canada si spinge poi a ipotizzare l’andamento della nostra economia.

“La Banca – prosegue l’analisi di Macklem – ha rivisto al rialzo le sue previsioni di crescita del PIL globale al 2,75% nel 2024 e a circa il 3% nel 2025 e nel 2026. L’inflazione continua a rallentare nella maggior parte delle economie avanzate, anche se i progressi saranno probabilmente accidentati. Si prevede che i tassi di inflazione raggiungeranno gli obiettivi delle banche centrali nel 2025. In Canada, la crescita economica si è arrestata nella seconda metà dello scorso anno e l’economia si è spostata verso un eccesso di offerta. Un’ampia gamma di indicatori suggerisce che le condizioni del mercato del lavoro continuano a migliorare. L’occupazione è cresciuta più lentamente rispetto alla popolazione in età lavorativa e il tasso di disoccupazione è aumentato gradualmente, raggiungendo il 6,1% a marzo. Di recente vi sono alcuni segnali che indicano una moderazione delle pressioni salariali”.

Previsioni positive quindi, che avranno un impatto anche nell’anno corrente. “Si prevede – sottolinea il rapporto – che la crescita economica aumenterà nel 2024. Ciò riflette in larga misura sia la forte crescita demografica che la ripresa della spesa delle famiglie. Gli investimenti residenziali si stanno rafforzando, in risposta alla persistente robusta domanda di abitazioni. Anche il contributo alla crescita della spesa dei governi è aumentato. Gli investimenti delle imprese dovrebbero riprendersi gradualmente dopo la notevole debolezza della seconda metà dello scorso anno. La Banca prevede che le esportazioni continueranno a crescere in modo solido fino al 2024. Nel complesso, la Banca prevede una crescita del PIL dell’1,5 per cento nel 2024, del 2,2 per cento nel 2025 e dell’1,9 per cento nel 2026. Il rafforzamento dell’economia assorbirà gradualmente l’offerta in eccesso nel 2025 e nel 2026”.

Nell’analisi, infine, il discorso cade sull’elemento più importante, quello del costo della vita.

“L’inflazione è rallentata al 2,8% a febbraio, con l’allentamento delle pressioni sui prezzi che è diventato più generalizzato su beni e servizi. Tuttavia, l’inflazione dei prezzi degli alloggi è ancora molto elevata, trainata dalla crescita dei costi degli affitti e degli interessi ipotecari. Le misure core dell’inflazione, che si aggiravano intorno al 3,5%, sono rallentate a poco più del 3% a febbraio e i tassi annualizzati a tre mesi suggeriscono uno slancio al ribasso. La Banca prevede che l’inflazione sarà vicina al 3 per cento durante la prima metà di quest’anno, scenderà al di sotto del 2,5 per cento nella seconda metà e raggiungerà l’obiettivo di inflazione del 2 per cento nel 2025”.

Nella foto in alto, la vice governatrice Carolyn Roger e il governatore Tim Macklem

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