L’ultimo saluto a Paolo Rossi

di Giorgio Mitolo del December 14, 2020

VICENZA - Sono stati i suoi compagni di squadra in nazionale, i campioni del mondo del 1982 in Spagna, a portare sulle loro spalle la bara di Paolo Rossi, nel giorno delle sue esequie - svoltesi a Vicenza - con l’ultimo saluto ad un grande calciatore (Pallone d’Oro 1982, ndr) e ad un uomo mite e sempre disponibile. Fuori dal Duomo di Vicenza, aperto solo ai familiari ed agli amici più stretti di Pablito, una folla che ha tributato un lungo applauso all’arrivo del feretro, al grido ripetuto di "Paolo, Paolo!".

«Vicenza è stata la scelta giusta. Tutta la forza che qui ho sempre sentito, l’amore nei confronti di Paolo mi hanno fatto scegliere. Il mio cuore mi ha detto: "devi andare lì" per l’ultimo saluto a Paolo, ed è stata la scelta giusta». Così Federica Cappelletti - sua compagna ed insieme a lui madre di due figli - ha spiegato la sua scelta e ringraziato Vicenza al termine della cerimonia funebre. «Paolo è stato ricordato in altre città che ringrazio. Ma Vicenza ha e ha avuto da sempre una marcia in più». «Paolo si dava molto alle persone, era un uomo semplice e generoso e ho ritenuto opportuno aprire il mio dolore che racconta anche la grandezza di Paolo, i suoi sentimenti, la sua voglia di essere uno tra i tanti».

Rossi - l’indimenticato eroe di Spagna - era morto all’ospedale Le Scotte di Siena - la sera di mercole- di scorso, all’età di 64 anni - a causa delle complicazioni derivate da un tumore ai polmoni che l’aveva colpito mesi addietro. Commosso sino alle lacrime Roberto Baggio, che ha detto al termine della funzione, "se sono diventato calciatore, lo devo a lui".

Compagno di squadra sia in Nazionale che alla Juventus, Antonio Cabrini - prendendo la parola durante il funerale - ha detto al microfono: "Non ho perso solo un compagno di squadra, ma un amico, un fratello. Non ti lascio andare, caro amico mio". Spillo Altobelli, anch’egli presente alle esequie, ha sottolineato "ai ragazzi che si avvicinano al calcio consiglio di conoscere la sua storia". Fulvio Collovati ha così ricordato Rossi: "mi si è spezzato il cuore. Era un amico, un fratello". Ieri, a Perugia, si è infine svolta un’altra breve cerimonia nello stadio Curi, poi la salma di Paolo Rossi è stata cremata.

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Lo schiaccianoci: una favola per piccoli e grandi
di corriere canadese il November 28, 2017
TORONTO - Le lucine colorate già brillano nelle case e nei negozi. In alcune zone della città Babbo Natale ha già sfilato per salutare e raccogliere le richieste dei bambini. I negozi invitano a fare acquisti senza aspettare l’ultimo momento. Natale sarà tra meno di un mese.
Ogni anno, almeno in uno dei teatri, non solo di Toronto e dintorni, ma anche in altre città del mondo, torna puntuale un classico al quale almeno una volta bisogna assistere: Lo schiaccianoci, balletto sulle musiche di Pëtr Il’ic Cajkovskij (si pronuncia Ciaicoski).
Lo spettacolo nel suo insieme ha qualcosa di magico. Sarà per le musiche, sarà per le presenze leggiadre in palcoscenico, sarà perché è ambientato nella notte di Natale.  
Anche agli adulti viene offerta la possibilità di tornare bambini e di sognare ancora una volta, come quando si rimaneva incantati dal racconto di una favola.
Il tutto infatti si ispira al racconto di E. T. A. Hoffman, Schiaccianoci e il re dei topi. 
Nei primi anni novanta dell’Ottocento, il direttore del Teatro Imperiale di San Pietroburgo , Ivan Vsevolojski, commissionò al musicista Cajkovskij la composizione di un nuovo balletto dopo il successo già ottenuto con La bella addormentata. Il compositore si fece aiutare da Marius Petipa, con cui aveva già lavorato per altre opere, il quale gli propose un adattamento realizzato da Alexandre Dumas padre che rielaborò una versione più semplificata dello scritto di Hoffman.
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