È sempre più emergenza
per la salute mentale

di Mariella Policheni del March 16, 2021

TORONTO - È emergenza nell’emergenza. Ansia, depressione e stress: l’impatto della pandemia del Covid-19 sulla salute mentale delle persone è drammatico. La seconda ondata del virus, secondo un nuovo sondaggio condotto da Pollara, ha eroso il già fragile benessere emotivo dei residenti.

Proprio per arginare il pericolo la Canadian Mental Health Association (CMHA) sta facendo pressione sul governo dell’Ontario affinché dia la priorità al settore nel suo prossimo budget che verrà presentato il 24 marzo.

Dalla ricerca emerge che solo il 35% degli abitanti dell'Ontario considera la propria salute mentale “molto buona” o “eccellente”, rispetto al 52% dello scorso maggio. A riferire di soffrire di livelli di stress elevati o molto elevati è stato il 36%, mentre un livello di ansia alto o molto alto è stato indicato dal 35% delle persone contattate.

Il sondaggio ha anche rilevato che gli interpellati si sentono sempre più isolati. Il 57% ha riferito di sentirsi più solo dall'inizio della pandemia, con il 47% che ha dichiarato di desiderare di avere qualcuno con cui parlare, mentre il 36% ha affermato di essere “spesso, molto spesso o quasi sempre solo”. Quasi l’80% delle persone interpellate ritiene che ci sarà una “grave crisi di salute mentale” post-pandemia, rispetto al 66% ad agosto ed al 69% di maggio.

Il numero di residenti della provincia che avverte una situazione stressante e un declino rapido del proprio benessere mentale è in costante ascesa in questa seconda ondata di pandemia. Non c’è tempo da perdere, secondo il ceo della filiale provinciale dell'associazione, ed occorrono maggiori investimenti da parte del governo: “È molto preoccupante vedere che l’equilibrio mentale degli abitanti dell'Ontario è diminuito in modo così significativo dal nostro precedente sondaggio - ha constatato Camille Quenneville - in qualità di fornitori di servizi, è molto allarmante pensare a cosa dovremo fare per sostenere la popolazione”.

Secondo Quenneville le richieste di aiuto, già elevate durante la pandemia, sono destinate ad aumentare man mano che il ritorno della società alla normalità si avvicina. “All'indomani della pandemia molte persone dovranno fare i conti con ciò che hanno perso - ha detto la ceo della CMHA - è per questo che è importante che il governo stanzi più fondi per il settore nel suo secondo budget, i tempi di attesa in Ontario sono astronomici quindi un finanziamento molto significativo è fondamentale per noi in questo momento”.

La seconda ondata di Covid-19 - sfortunatamente gli epidemiologi ne preannunciano già una terza, caratterizzata dalle varianti - ha fatto schizzare alle stelle i livelli di ansia, depressione e stress nelle persone che di colpo hanno visto sconvolta la propria vita a causa del Covid. Rimanere segregati a casa, non poter incontrare familiari ed amici, ridurre al minimo indispensabile le uscite per necessità impellenti - andare a lavorare, a fare la spesa o dal medico - hanno messo a dura prova la salute mentale delle persone: dai bambini che hanno visto uno tsunami abbattersi sulla scuola, agli anziani che hanno pagato lo scotto più alto.

Vede il bicchiere mezzo pieno, però il ministero della Salute della provincia che sovrintende ai servizi di salute mentale: proprio per fronteggiare la pandemia, ha affermato di avere investito “fino a 194 milioni di dollari in finanziamenti di emergenza per i servizi di salute mentale e dipendenze” e che “questi fondi hanno aiutato più di 57.000 abitanti dell'Ontario ad accedere ai servizi”.

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