Poveri noi… o forse ancora no: speriamo!
TORONTO – Stiamo facendo del nostro meglio per mantenere un’espressione seria di fronte ad alcune delle sciocchezze che si spacciano per preoccupazioni legittime a seguito degli annunci del governo provinciale giovedì e venerdì scorsi: (1) il bilancio e (2) l’eliminazione del programma di Lingue Internazionali nella scuola elementare (ILE).
Per cominciare, secondo riassunti generati dall’IA, dei 20.000 studenti interessati (nelle 43 delle 44 scuole dove il programma è offerto), circa 19.000 hanno origini italiane, pari a circa il 22% della popolazione studentesca del provveditorato. Inoltre, solo 77 insegnanti dei 14.000 dipendenti, secondo quanto dichiarato dal Toronto Catholic District School Board (TCDSB), sono assegnati all’ILE – l’ipotetico “bersaglio/vittima” della misura numero due.
Il TCDSB è sotto la supervisione di Frank Benedetto. Lui risponde solo al Ministro dell’Istruzione, Paul Calandra, e per estensione, al Premier Ford.
Il curriculum vitae di Benedetto non sembra basato né approfondito sulla gestione di un complesso ente educativo delle dimensioni del TCDSB, pari ad un bilancio di circa 1,5 miliardi di dollari. È stato e resta quindi costretto a fare affidamento sui “consigli e dati di supporto” forniti dal Direttore dell’Educazione Brendan Browne e dal suo staff senior – nessuno dei quali è stato licenziato quando il TCDSB è stato posto sotto supervisione per presunta incompetenza nella gestione finanziaria del Board. Ci siamo chiesti “perché?”
È significativo notare che, come il Corriere aveva già osservato, nell’autunno 2023-24, il TCDSB, su consiglio del CFO e del CEO, approvò un surplus annuale di 100 milioni di dollari. Entro la primavera 2024-25, quel surplus si era trasformato in un deficit di 78 milioni. Nel giugno 2025, il Ministro Calandra chiese al Luogotenente Governatore di assumersi l’autorità del Board.
Caro lettore, nota bene: nessuno dei trustee – passati o presenti – aveva alcuna autorità giurisdizionale per implementare o finanziare programmi ILE. Potevano, e probabilmente hanno tentato di, influenzare, nella misura in cui i Sovrintendenti li ascoltavano, l’istituzione di tali programmi nei loro “Ward”. Tuttavia, queste sarebbero decisioni puramente operative, quindi al di fuori del controllo dei fiduciari.
Nessuno di questi programmi incide sui curricula delle scuole superiori, sugli edifici in cui vengono offerti o sul personale che li eroga. Considerando i numeri dichiarati dal TCDSB, solo il 25% delle scuole elementari offre il programma ILE (in italiano, portoghese, mandarino/cantonese o spagnolo ecc.). Qualcuno davvero pensa che eliminare 77 “education workers” che guadagnano circa 52.000 dollari l’anno possa alterare l’equilibrio tra surplus e deficit di un ente che gestisce 1,5 miliardi di dollari di contributi fiscali cattolici?
E non contiamo il Premier Ford tra quelli interessati a questa questione. È troppo astuto per queste sciocchezze. Userà le prossime sei settimane in Parlamento per garantire che i disegni di legge contenuti nel suo piano di bilancio ricevano la dovuta considerazione e votazione.
Inoltre, 17.500 dei suoi stessi elettori, secondo Statistics Canada, si identificano come di origine italiana. Le loro tasse scolastiche vengono destinate alle scuole cattoliche, dove i loro figli e nipoti possono frequentare le lezioni ILE.
Traduzione in Italiano – dall’originale in Inglese – a cura di Marzio Pelù
In alto, il flyer pubblicitario dei corsi dell’ILE al Toronto Catholic District School Board (da Twitter X – @TCDSB)

