Spaccatura
al provveditorato cattolico
di York

di Mariella Policheni del April 26, 2021

TORONTO - È guerra aperta allo York Catholic District School Board (YCDSB). Una guerra intestina in cui tutti sono contro tutti.

La calma apparente che regna in questo provveditorato, da anni al centro di polemiche per episodi di razzismo, sembra aver lasciato il posto allo scontro aperto.

A surriscaldare gli animi è stata la decisione di richiamare - dopo le dimissioni del direttore all’Istruzione Robert Hofstatter - l’ex direttrice ad interim all’Istruzione Mary Battista (nella foto piccola). L’uscita di scena di Hofstatter è avvenuta appena 36 giorni dopo la sua nomina.

Diversa è invece la situazione della Battista, che suo malgrado, si trova ad affrontare critiche, a nostro avviso, ingiuste. A Mary Battista non si possono rimproverare lacune o quant’altro: il suo è un curriculum di tutto rispetto nel campo dell’Istruzione, che va indietro nel tempo di 37 anni. 37 anni in cui, con una passione incredibile per il mondo della scuola, ha ricoperto man mano ruoli sempre più impegnativi ed importanti: insegnante di francese, insegnante di scuola elementare, docente bibliotecaria, amministratrice e sovrintendente, fino a direttrice ad interim all’Istruzione. Fino allo scorso 26 febbraio quando ha deciso di andare in pensione.

“È con emozioni contrastanti che scrivo questo messaggio di addio: emozioni come felicità e attesa per un nuovo capitolo in arrivo, dolore per lasciare un famiglia di lavoro meravigliosa e una carriera soddisfacente e immenso orgoglio per tutto ciò che è stato realizzato nei miei 37 anni di carriera”, si legge nel suo messaggio di saluto postato sul sito dello York Catholic District School Board.

Competenza, qualifiche, preparazione ed entusiasmo, tanta dedizione - come accade sempre quando si esercita la professione dei propri sogni - caratterizzano la sua carriera. Eppoi, permetteteci di essere orgogliosi delle sue origini italiane. Una donna di origine italiana preparata ed apprezzata sia dal punto di vista umano che professionale.

Il suo rientro allo YCDSB - seppure temporaneo - non sembra però andare giù ad alcuni gruppi di persone che hanno attaccato il suo ritorno. In una lunga lettera aperta inviata ai fiduciari scolastici dello York Catholic District School Board che porta la firma di Parents of Black Children, Students Speak up York Catholic District School Board, Black Lives for Change, Italian Canadians for Black Lives e ANCHOR, viene espressamente chiesto che il nuovo direttore ad interim all’Istruzione sia il “più che qualificato” Opiyo Oloyo. Questa richiesta è solo la prima di un elenco di dieci.

Senza mettere in discussione la preparazione che si presume Oloyo abbia, quel che lascia basiti è che il suggerimento - se così lo si vuole chiamare - non garantisce in alcun modo correttezza, equità e trasparenza. Proprio per garantire “pratiche di assunzione eque” i fiduciari scolastici dello YCDSB Maria Marchese e Maria Iafrate hanno presentato la scorsa settimana una mozione che chiede che il Board “aggiorni immediatamente delle proprie policies, processi e linee guida per tutte le assunzioni di personale non sindacalizzato, a contratto e a tempo indeterminato, dalla pubblicazione all’offerta di lavoro, per garantire che riflettano processi, linee guida e procedure aggiornati, equi, inclusivi e trasparenti”.

La mozione dovrebbe essere votata al prossimo meeting ma, da quel che è emerso, non tutti hanno intenzione di assecondarla. I fiduciari appaiono divisi in due gruppi.

Intanto le bocche sono cucite: James Ecker, Jennifer Wigston e Elizabeth Crowe - tre dei trustee contattati dal Corriere per un commento - non hanno voluto esprimersi al riguardo. “Non discutiamo di questioni relative al personale per motivi di privacy e riservatezza”, ha tagliato corto Ecker. “Il nostro protocollo prevede che tutte le comunicazioni con i media avvengano tramite il Manager of Communications/Chair of the Board”, hanno detto Crowe e Wigston.

Delegare il commento al direttore della comunicazione sembra un modo per evitare di esporsi. Sembra quasi ci sia qualcosa da nascondere. Trasparenza è solo una bella parola.

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