LTC, stress post traumatico
per gli infermieri

di Mariella Policheni del March 23, 2021

TORONTO - Che lavorare in una casa di cura a lunga degenza sia faticoso e stressante sotto il profilo psicologico, soprattutto durante la pandemia di Covid, è risaputo. Non ci vuole una grande immaginazione per rendersi conto di quello che è successo in queste strutture a partire da marzo dell’anno scorso.

Ora, da un nuovo sondaggio condotto dall’Ontario Nurses’ Association (ONA), emerge che oltre il 60% degli infermieri delle LTC dicono di soffrire del disturbo da stress post-traumatico (PTSD). “Molti degli infermieri dicono ’Mi sento come se fossi su un campo di battaglia, non c’è un attimo di tregua - ha detto la presidente dell’ONA Vicki McKenna - non c’è stato il tempo per avvertire il dolore e cercare di superare tutto quello che è successo’”.

Sono infermieri, questi, che sono stati testimoni delle condizioni disperate all’interno di queste case di cura dove la carenza di personale e la mancanza di dispositivi di protezione individuale hanno portato a terribili sofferenze.

Molti dei 3.300 infermieri interpellati hanno riferito che la pandemia ha avuto un impatto sulla loro salute e sulle loro finanze e quasi un terzo di loro ha dichiarato di non essersi sentiti protetti. Con la pandemia giunta tra capo e collo questi operatori sanitari si sono trovati ad affrontare una situazione completamente nuova alla quale non erano preparati. Il 43% ha dichiarato infatti di non aver ricevuto alcun training su come prendersi cura di qualcuno positivo al Covid-19 nonostante una buona preparazione avrebbe potuto prevenire morti e diffusione del virus.

Il sovraffaticamento sia fisico che psicologico, la tensione, l’incertezza e le condizioni problematiche hanno sfiancato questi operatori in prima linea. Operatori che hanno confermato, qualora ce ne fosse stato bisogno, che igiene e personale all’interno di queste strutture erano solo due parole, nulla di più.

Alla domanda se la direzione delle case di cura a lunga degenza avesse chiesto loro di indossare la stessa mascherina sia con gli anziani sani che con quelli infetti, il 42% degli infermieri in LTC a scopo di lucro hanno risposto in modo positivo mentre nelle case senza scopo di lucro a dire sì è stato il 24% degli infermieri.

Inoltre circa un terzo degli infermieri che hanno preso parte all’indagine ha affermato che le long term care erano spesso a corto di personale. Come se non bastasse anche la fornitura di mascherine N95 è risultata essere un problema soprattutto nelle case con focolai del virus: a testimoniarlo è il 49% degli operatori sanitari: il 20% di loro ha affermato che erano proprio le LTC a dichiarare che “il costo dei dispositivi di protezione individuale rappresentava un problema”.

Intanto ieri l’NDP - che delle case di cura a lunga degenza ha fatto un cavallo di battaglia in vista delle prossime elezioni federali - ha presentato ieri una mozione che invita il governo ad abolire le LTC for profit entro il 2030. Il voto sulla mozione, che esorta il governo a collaborare con province e territori per interrompere la concessione di licenze a nuove case a scopo di lucro, è atteso per oggi.

“Sappiamo che il profitto significa meno cure, significa meno ore di cure, significa meno cibo di qualità - ha detto durante una conferenza virtuale il leader dell’NDP Singh - e quindi dobbiamo eliminare il profitto dall’assistenza a lunga degenza”.

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