Il mea culpa di Ford:
abbiamo sbagliato
ma non mi dimetto

di Francesco Veronesi del April 23, 2021

TORONTO - Doug Ford recita il mea culpa ma allontana l’ipotesi delle dimissioni.

A sei giorni di distanza dall’annuncio delle nuove restrizioni per frenare la corsa del Covid-19 - misure poi accantonate dopo appena 24 ore - il premier dell’Ontario ha ammesso che l’esecutivo è stato troppo precipitoso nell’attivare due provvedimenti che hanno scatenato le proteste delle autorità mediche e dell’opinione pubblica. In particolare, i poteri speciali conferiti alle forze di polizia per fermare le persone durante il lockdown e la chiusura dei parchi gioco per i bambini.

“Ci siamo mossi troppo velocemente per attivare misure che limitassero la mobilità - ha dichiarato Ford durante una conferenza stampa via Zoom, per via dell’auto isolamento a cui il premier è sottoposto in seguito alla positività di un suo collaboratore - E riconosco che per alcune di queste misure, in particolare quelle relative alle forze di polizia, siamo andati oltre".

“Per dirla semplicemente: abbiamo sbagliato, si è trattato di un errore e per questo chiedo scusa".

L’ammissione di colpa arriva in un momento estremamente delicato in questa terza ondata della pandemia. Ieri, per la prima volta, il numero di pazienti Covid ricoverati nei reparti di terapia intensiva ha superato quota 800. Il chief Medical Officer David Williams ha inviato una lettera a tutti gli ospedali dell’Ontario nella quale viene richiesto di interrompere con effetto immediato le operazioni chirurgiche non essenziali che sono state messe in calendario per le prossime settimane.

Il premier ha quindi affrontato un altro tema che in questi giorni è stato causa di accuse e veleni a Queen’s Park: quello relativo ai giorni di malattia retribuiti per i lavoratori che contraggono il Covid-19.

Nei mesi scorsi Ford, nonostante le continue richieste in questo senso da parte della leader dell’opposizione a Queen’s Park, Andrea Horwath, si era sempre opposto ad approvare un provvedimento in questo senso: secondo il premier conservatore, la misura era già stata attivata dal governo federale. Ora però, con Ottawa che si accinge ad approvare la nuova legge di Bilancio federale per il 2021-2022, le misure previste non saranno rinnovate e per questo sarà compito dell’esecutivo provinciale attivare un meccanismo che garantisca il pagamento dei giorni di malattia per i lavoratori che si ammalano di Covid e, di conseguenza, non possono andare a lavorare fino quando guariscono o fi no a quando non risultano negativi al tampone.

Ieri Ford ha confermato quanto il capogruppo a Queen’s Park Paul Calandra aveva anticipato mercoledì: nei prossimi giorni il governo farà un annuncio in questo senso.

Infine, sempre ieri è stato pubblicato un sondaggio di Abacus che mette in luce come la popolarità del premier sia in caduta libera: in meno di una settimana, dopo l’annuncio delle nuove restrizioni, l’indice di gradimento verso Ford è sceso di 11 punti percentuali, attestandosi a un magro 28 per cento.

Ora resta da vedere se il mea culpa avrà degli effetti anche sul gradimento degli elettori verso il premier caduto in disgrazia.

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