Lingue, Lubinski reagisce contro l’abolizione
TORONTO – La trustee Teresa Lubinski passa all’attacco. In una lettera indirizzata ai dirigenti del Toronto Catholic District School Board (TCDSB), datata 26 giugno e ottenuta dal Corriere durante il fine settimana di Canada Day, la trustee Teresa Lubinski chiede – anzi, pretende – che venga ripristinato il Programma Diurno di Lingue Internazionali e che venga garantita la massima trasparenza sul processo decisionale che ha portato alla sua soppressione (la lettera è qui: REINSTATE I.L. DAY PROGRAM).
Dalle sue parole traspare tutta la rabbia e la profonda delusione nei confronti di quello che definisce l’atteggiamento liquidatorio del Provveditorato nei confronti dei genitori e delle comunità interessate, ai quali è stato comunicato che, alla fine di settembre, terminerà un programma che per decenni ha rappresentato un importante strumento di formazione identitaria e culturale nelle scuole cattoliche.
«Per cinquant’anni il Programma di Lingue Internazionali ha fatto parte del TCDSB», scrive Lubinski. «Per cinque decenni il Provveditorato ha trovato le risorse necessarie perché riconosceva che l’insegnamento delle lingue d’origine non è un lusso, ma rappresenta identità, cultura, fede e senso di appartenenza».
Eppure, proprio alla vigilia della conclusione dell’anno scolastico 2025-2026, il consiglio scolastico cattolico di Toronto con un bilancio operativo di circa 1,3 miliardi di dollari ha deciso improvvisamente di eliminare un programma dal costo di circa 6 milioni di dollari, ottenendo cosi’ un risparmio inferiore allo 0,5% del budget complessivo, cioè pari a circa lo 0,46%.
Contattata dal Corriere, Lubinski ha richiamato anche il principio costituzionale che giustifica l’esistenza delle scuole cattoliche (cosiddette separate) in Ontario. «Nessun governo oserebbe prendere una decisione simile in un contesto linguistico francofono o riguardante le lingue delle comunità indigene», ha osservato. «Eppure si ritiene accettabile privare bambini ucraini, italiani, portoghesi, cinesi di lingua mandarino, polacchi e filippini di un diritto analogo.»
La trustee ricorda inoltre che il funzionamento annuale del TCDSB è finanziato attraverso le imposte versate dai proprietari di immobili e dalle loro imprese registrate come cattoliche.
«Chi rappresenta questi contribuenti?» si chiede retoricamente.
Secondo Lubinski, «come minimo, i genitori e la comunità meritano un rendiconto trasparente e dettagliato dei costi del Programma Diurno di Lingue Internazionali, comprensivo sia delle spese economiche sia delle risorse di personale impiegate», all’interno del bilancio operativo da 1,3 miliardi di dollari.
La trustee pone inoltre una serie di interrogativi fondamentali: chi ha proposto la soppressione del programma? Su quali informazioni si è basato il dibattito che ha portato alla sua eliminazione nelle 39 scuole dove era ancora attivo? E, soprattutto, il processo decisionale era già stato avviato prima che il Ministero dell’Istruzione assumesse la supervisione del Provveditorato?
Oppure, come appare sempre più probabile, il Commissario Straordinario ha semplicemente fatto affidamento sulle stesse analisi e raccomandazioni, ritenute errate prima del commissariamento, che avevano già orientato le decisioni dei trustee?
Da parte sua, Teresa Lubinski ha preparato e consegnato personalmente circa 1.000 firme raccolte nel proprio collegio elettorale, con le quali si chiede una consultazione pubblica significativa, maggiore trasparenza, una chiara spiegazione delle motivazioni alla base della decisione e il ripristino del programma. Anche altri trustee, a quanto pare, hanno promosso iniziative analoghe.
Come si suol dire, la vicenda rischia di trasformarsi in un vero e proprio «vaso di Pandora».
Nel frattempo, la sezione locale del sindacato CUPE, che rappresenta gli insegnanti del Programma di Lingue Internazionali, ha avviato un’azione legale per tutelare gli interessi dei propri iscritti.
Il Corriere ha contattato sia il presidente della sezione locale sindacale del CUPE sia l’amministratore delegato del TCDSB per ottenere un commento, ma al momento della pubblicazione non era ancora pervenuta alcuna risposta.
Nella foto in alto, Teresa Lubinski in classe in una scuola del Toronto Catholic District School Board (foto: Twitter X – @LubinskiTeresa)

