Insegnamento italiano, un taglio ingiustificabile
TORONTO – Un taglio ingiusto e ingiustificabile, per un risparmio irrisorio di fronte agli sprechi che pesano sul settore scolastico. La decisione di annullare l’International Languages Elementary e con esso l’insegnamento della lingua italiana nel provveditorato cattolico di Toronto ha scosso profondamente la comunità italocanadese. Si tratta di uno schiaffo, l’ennesimo, che brucia ancora di più perché deciso e messo in atto nel silenzio generalizzato, per volontà del commissario straordinario Frank Benedetto con il benestare del ministro dell’Istruzione Pubblica, Paul Calandra, entrambi di origine italiana, peraltro.
Ma per capire quanto successo negli ultimi giorni, occorre fare un passo indietro. Il programma in tutti questi anni non è stato finanziato direttamente dal governo provinciale: i fondi dovevano essere reperiti dal board cattolico. In tutto stiamo parlando di 6,2 milioni di dollari annui, stando ai dati forniti dal provveditorato. Il problema è che Calandra ha deciso di commissariare il Tcdsb, nominando il supervisor Benedetto con il compito specifico di tagliare tutte le spese superflue, visto che il deficit previsto è compreso tra i 39 e i 48,5 milioni di dollari. Il programma di insegnamento durante l’orario scolastico delle lingue internazionali coinvolge oltre 19mila studenti in 43 scuole cattoliche di Toronto.
È un programma in vigore da oltre mezzo secolo, che ha permesso a centinaia di migliaia di studenti di poter studiare una terza lingua (italiano, portoghese, mandarino e tante altre). Uno strumento prezioso quindi, un valore aggiunto che adesso viene accantonato senza troppe remore.
Ma si tratta davvero di una goccia d’acqua nell’oceano rappresentato dalle spese che la provincia stanzia ogni anno per l’istruzione. Se prendiamo il Budget presentato la scorsa settimana a Queen’s Park, l’Ontario il prossimo anno spenderà in tutto 30,3 miliardi di dollari: i 6,2 milioni che servono per il programma rappresentano lo 0,02 per cento del totale. E visto che la somma serve soprattutto per coprire lo stipendio dei 77 insegnanti impiegati per il programma, allora diventa utile sapere che la Provincia spende ogni anni circa 16,5 miliardi per gli stipendi del corpo docente e non docente: la cifra necessaria per mantenere in vita il programma è appena lo 0,04 per cento del totale.
Un nulla, per un programma dal valore inestimabile, un programma che dovrebbe essere difeso, tutelato e maggiormente finanziato, e che invece è destinato ad essere tagliato completamente.

