Flotilla, Tajani: “L’Europa sanzioni il ministro israeliano”. E il Canada convoca l’ambasciatore
ROMA – L’Italia ha chiesto formalmente all’Unione Europea di sanzionare il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, in seguito agli abusi compiuti contro gli attivisti della Freedom Flotilla fermati in acque internazionali durante la loro missione pro-Palestina e poi sottoposti ad abusi e vessazioni dagli stessi israeliani, come si vede nei video diffusi in “rete”, uno dei quali dallo stesso ministro Ben-Gvir (che potete vedere più in basso in questo articolo). L’annuncio è arrivato direttamente dal ministro italiano degli Esteri, Antonio Tajani, che ha affidato alla piattaforma X la comunicazione della svolta diplomatica.
A nome del Governo italiano ho appena formalmente chiesto all’Alto Rappresentante @kajakallas di includere nella prossima discussione dei Ministri degli Esteri UE l’adozione di sanzioni contro il Ministro per la sicurezza nazionale israeliano Ben-Gvir per gli inaccettabili atti…
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) May 21, 2026
“A nome del governo italiano ho appena formalmente chiesto all’Alto Rappresentante Kaja Kallas di includere nella prossima discussione dei Ministri degli Esteri Ue l’adozione di sanzioni contro il Ministro per la Sicurezza Nazionale israeliano Ben-Gvir per gli inaccettabili atti compiuti contro la Flotilla, prelevando gli attivisti in acque internazionali e sottoponendoli a vessazioni e umiliazioni, violando i più elementari diritti umani”, ha scritto il titolare della Farnesina, facendo seguito alla profonda indignazione già espressa, l’altro ieri, dalla premier Giorgia Meloni (“è inaccettabile, inammissibile) e dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella (“incivile, di un livello infimo”).
La dura presa di posizione del governo italiano è stata ulteriormente approfondita dallo stesso Tajani in un’intervista rilasciata ad Avvenire (qui). Il ministro ha chiarito che “ci saranno conseguenze politiche” in merito a quanto accaduto nel porto israeliano in cui erano stati condotti gli attivisti dopo essere stati fermati dalle forze di Tel Aviv (e che si vede nel video di Ben-Gvir). Sempre nell’intervista, Tajani ha sottolineato come “Netanyahu abbia preso parzialmente le distanze da Ben Gvir”, ma ha ribadito che, sebbene “Israele debba difendere i suoi cittadini”, l’auspicio dell’Italia è “che il prossimo Governo israeliano, qualunque sia, tenga conto più di quanto è avvenuto nel passato recente della necessità di evitare abusi, provocazioni, violenze contro la popolazione civile palestinese a Gaza come in Cisgiordania, compresi i cristiani, che in Medio Oriente sono una voce di pace”.
Lo stesso Tajani, un paio di giorni fa aveva diffuso, in inglese e francese, sui canali della stampa estera, la propria posizione e quella dell’Italia in merito alla situazione in Medio Oriente: potete leggere il suo intervento sulla nostra agenzia di stampa CNMNG News (articolo in Inglese – articolo in Francese).
Intanto, i poliziotti della Squadra Mobile di Roma ascolteranno i 29 attivisti italiani della Flotilla. Nell’esposto già presentato dal team legale si ipotizza il reato di sequestro di persona. Fra gli attivisti italiani, anche un deputato del M5S, Dario Carotenuto, che era imbarcato sulla Flotilla ed è stato fermato da Israele con gli altri. Rientrato in Italia, ha potuto cominciare a raccontare quanto avvenuto. “Ho ricevuto un pugno nell’occhio che per un po’ mi ha accecato. Ma ho visto persone con problemi alle orecchie, agli occhi. E ho sentito donne denunciare violenze sessuali. Siamo molto preoccupati per gli attivisti che sono ancora lì e non sappiamo cosa stiano subendo”. Carotenuto era a bordo della Kasr-i Salabad, in acque internazionali, e viaggiava in direzione Egitto: “Ci hanno costretto a firmare delle carte che contenevano dichiarazioni non vere” ha raccontato ai giornalisti il deputato dei Cinque Stelle, che all’arrivo in Italia ha raccontato quanto avvenuto insieme all’inviato del Fatto Quotidiano, Alessandro Mantovani (qui): entrambi hanno mostrato la fascetta rossa numerata che gli è stata messa al polso dai soldati israeliani.
Carney: “Il trattamento riservato agli attivisti diretti a Gaza è abominevole”
OTTAWA – Anche Il primo ministro canadese Mark Carney ha duramente condannato il trattamento riservato da Israele agli attivisti della flottiglia diretta a Gaza, definendolo “abominevole”. Il caso è esploso dunque anche in Canada, dopo la diffusione dei video che mostrano gli attivisti detenuti in condizioni degradanti: costretti a inginocchiarsi in fila, con le mani legate dietro la schiena e la testa abbassata, in un’area di detenzione improvvisata nel porto di Ashdod od a bordo delle navi sequestrate.
La vicenda ha provocato una forte reazione diplomatica nel Paese nordamericano. La ministra degli Esteri del Canada, Anita Anand, ha definito le immagini “profondamente preoccupanti e assolutamente inaccettabili” e ha dichiarato che Ottawa sta agendo con urgenza. Il governo canadese ha convocato l’ambasciatore israeliano e ha chiesto garanzie immediate sulla sicurezza e sul trattamento dei cittadini canadesi coinvolti, almeno 12 secondo le autorità canadesi, come riferisce la CBC (qui).
Nel frattempo, l’ormai famigerato video del ministro israeliano della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir ha aggravato la crisi diplomatica: nel filmato (qui sotto), Ben-Gvir appare mentre si rivolge agli attivisti in modo provocatorio, sventolando una bandiera israeliana e insinuando che dovrebbero restare in prigione “per molto, molto tempo”. In un’altra sequenza, cammina tra i detenuti con atteggiamento derisorio, mentre un attivista grida “Free Palestine” prima di essere spinto a terra dalle forze di sicurezza.
ככה אנחנו מקבלים את תומכי הטרור
Welcome to Israel 🇮🇱 pic.twitter.com/7Hf8cAg7fC
— איתמר בן גביר (@itamarbengvir) May 20, 2026
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha preso le distanze da queste azioni, affermando che il comportamento di Ben-Gvir non riflette i valori e le norme dello Stato di Israele, pur ribadendo che Israele ha il diritto di fermare le flottiglie dirette a Gaza, considerate provocatorie e legate a sostenitori di Hamas.
Il caso ha avuto una forte eco internazionale. Oltre al Canada, anche Italia, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito hanno convocato gli ambasciatori israeliani o espresso proteste formali, parlando di trattamento inaccettabile dei civili detenuti. Anche l’Unione Europea e vari ministri degli Esteri hanno chiesto il rilascio rapido dei cittadini coinvolti o almeno garanzie sul loro trattamento. Parallelamente, organizzazioni legali israeliane per i diritti umani hanno accusato le autorità di abuso, umiliazione e trattamento degradante degli attivisti, sostenendo che si tratti di un comportamento già visto in missioni simili precedenti, senza adeguata responsabilità internazionale.
Israele, dal canto suo, sostiene che la flottiglia sia stata intercettata in acque internazionali ma con mezzi non letali e senza feriti, e nega l’uso di munizioni vere contro le imbarcazioni. Secondo le autorità israeliane, l’operazione era necessaria per far rispettare il blocco navale su Gaza, in vigore dal 2007 e intensificato dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.
Gli organizzatori della flottiglia e diversi governi critici, invece, sostengono che l’intercettazione in acque internazionali e il trattamento degli attivisti costituiscano una violazione del diritto internazionale e una forma di punizione collettiva verso Gaza. Ed alcuni Paesi, tra cui Turchia e gruppi palestinesi, hanno definito l’operazione israeliana un atto di “pirateria”.
Nelle foto in alto: tre fotogrammi del video pubblicato su Twitter dal ministro israeliano Ben-Gvir, il vicepremier e ministro italiano Antonio Tajani (Twitter X – @Antonio_Tajani) ed il primo ministro canadese Mark Carney (Twitter X – @MarkJCarney)
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