“Family Plan” sempre più lungo: figli adulti ancora aiutati dai genitori
TORONTO – In Canada sta prendendo forma un nuovo tipo di “Family Plan”, come lo definisce la RBC (Royal Bank of Canada) in una ricerca dalla quale emerge che i genitori continuano a sostenere economicamente i figli anche quando sono ormai adulti, contribuendo non solo alle grandi spese, ma anche ai costi della vita quotidiana.
Secondo lo studio, infatti, quasi un genitore canadese su tre, il 32%, con figli di età compresa tra i 18 e i 40 anni afferma che questi non sono ancora economicamente indipendenti. La dipendenza finanziaria è più diffusa tra i più giovani, ma il sostegno dei genitori continua anche ben oltre i vent’anni. Il 21% dei genitori con figli tra i 30 e i 34 anni dichiara infatti di continuare ad aiutarli economicamente. La percentuale scende solo leggermente tra i genitori di figli tra i 35 e i 40 anni, arrivando al 19% (1 su 5).
“L’indipendenza finanziaria un tempo sembrava un traguardo ben definito: ci si laureava, si trovava un lavoro, si usciva di casa e si iniziava a pagare le proprie bollette. Per molte famiglie, oggi, questo percorso non è più così lineare”, spiega Lucianna Adragna, vicepresidente di RBC per il settore Client Segments, Everyday Banking. Secondo Adragna, i genitori si trovano ad affrontare una nuova realtà, nella quale il sostegno economico ai figli può proseguire a lungo anche dopo il raggiungimento dell’età adulta.
Il concetto di “Family Plan” si sta quindi allargando ben oltre i tradizionali piani condivisi per il cellulare o gli abbonamenti alle piattaforme di streaming. Per molte famiglie canadesi, infatti, il piano familiare significa oggi continuare a sostenere alcune delle spese quotidiane dei figli adulti. Negli ultimi 12 mesi, il 51% dei genitori intervistati ha fornito un aiuto economico ad un figlio adulto. La percentuale arriva al 68% tra i genitori con figli tra i 18 e i 24 anni e resta al 37% anche tra quelli con figli tra i 35 e i 40 anni. In media, l’aiuto fornito (in quei dodici mesi) supera i 6.000 dollari canadesi e nel 18% dei casi è stato compreso tra 10.000 e 19.999 dollari.
La spesa alimentare è la voce più frequente, indicata dal 56% dei genitori, seguita dalle emergenze o spese impreviste, con il 43%. Il 24% contribuisce all’affitto, il 21% alle utenze e il 12% ai debiti o alle carte di credito. Il sostegno all’affitto, inoltre, passa dal 24% tra i genitori di figli tra i 18 e i 24 anni al 30% tra quelli con figli tra i 30 e i 34 anni.
A spingere i genitori ad aiutare i figli sono soprattutto il senso di responsabilità familiare ed il costo della vita il 51% considera l’aiuto parte del proprio ruolo, mentre il 35% ritiene che i figli non riescano a sostenersi da soli a causa delle spese sempre più elevate; il 25% vuole offrire opportunità che non ha avuto ed il 15% ritiene che i figli debbano ancora migliorare le proprie capacità di gestione del denaro.
E proprio quest’ultimo aspetto – la capacità di gestire il denaro – potrebbe rappresentare un problema: in proposito, secondo l’esperta di finanza personale Melissa Leong, l’aiuto dei genitori dovrebbe piuttosto contribuire a sviluppare nei figli una maggiore capacità di gestire i soldi (e l’esperta offre una sorta di “guida pratica” nello studio dell’RCB, consultabile qui). È dello stesso avviso Lucianna Adragna: “La chiave è assicurarsi che l’aiuto finanziario contribuisca anche a sviluppare nei giovani adulti le competenze e la fiducia necessarie per diventare indipendenti”. Perché comunque è sempre meglio tardi che mai…
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