Carney, visita in Cina la prossima settimana
TORONTO – Commercio, sicurezza internazionale, energia. Sono questi i principali temi che saranno affrontati da Mark Carney nella visita ufficiale in Cina, annunciata ieri dall’ufficio del PMO, in programma dal 13 al 17b gennaio. Per capire l’importanza del viaggio del leader liberale in un Paese con il quale i rapporti sono stati burrascosi negli ultimi anni, è sufficiente un dato: l’ultima visita di un primo ministro in Cina è avvenuta nel 2017, quasi nove anni fa.
Nel 2018 l’arresto a Vacnouver dell’esecutiva Huawei Meng Wanzhou su richiesta degli Stati Uniti ha segnato l’inizio del deterioramento delle relazioni, con Pechino che ha reagito duramente. Poco dopo il fermo di Meng, Pechino ha arrestato arbitrariamente i cittadini canadesi Michael Kovrig e Michael Spavor, scatenando una crisi diplomatica.
Il Canada ha accusato la Cina di interferire nelle elezioni federali e in quelle negli altri livelli di governo, con rapporti dei servizi di sicurezza (CSIS) che hanno evidenziato queste preoccupazioni, portando ad espulsioni di diplomatici cinesi. La crisi si è aggravata con l’espulsione di diplomatici da entrambe le parti, con il Canada che ha espulso un console cinese a Toronto, e la Cina che ha risposto espellendo un diplomatico canadese.
I rapporti diplomatici sono ai minimi storici, con un impatto negativo anche sul commercio e sulle relazioni tra le popolazioni, mentre il Canada ha rivisto la sua politica verso la Cina, definendola una minaccia.
Le relazioni tra Canada e Cina, storicamente tese negli ultimi anni, hanno attraversato una fase di estrema turbolenza tra il 2024 e l’inizio del 2026, segnata da guerre commerciali sui dazi e pesanti accuse di interferenze politiche.
Il fronte economico è diventato il principale terreno di scontro. Seguendo la linea tracciata dagli Stati Uniti, il governo canadese ha adottato misure protezionistiche drastiche.
Per il settore automobilistico, nell’ottobre 2024, Pttawa ha imposto una sovrattassa del 100% su tutti i veicoli elettrici prodotti in Cina, citando preoccupazioni per la sovrapproduzione di Pechino e pratiche commerciali sleali. Parallelamente, è entrato in vigore un dazio del 25% sulle importazioni cinesi di acciaio e alluminio.
La Cina ha risposto nel marzo 2025 con dazi ritorsivi, tra cui una tassa del 100% sulla colza (canola) canadese e del 25% su carne di maiale e prodotti ittici, colpendo duramente il settore agricolo di Ottawa.
Un punto di rottura diplomatica è stato rappresentato dalle indagini sulle interferenze straniere nelle istituzioni canadesi. Nel gennaio 2025, il rapporto finale della Commissione d’inchiesta guidata da Marie-Josée Hogue ha confermato che la Cina ha tentato di interferire nelle elezioni federali canadesi degli ultimi anni, senza peraltro riuscirci.
Sebbene l’inchiesta abbia stabilito che l’integrità del sistema elettorale complessivo non sia stata compromessa, ha evidenziato come Pechino abbia cercato di influenzare singoli candidati e comunità della diaspora, alimentando un clima di sfiducia reciproca.
Nonostante le tensioni, l’inizio del 2026 vede i primi timidi segnali di una strategia di “impegno pragmatico”. Nel novembre 2025, l’incontro tra il presidente cinese Xi Jinping e Carney a margine dei lavori del Vertice Apec in Corea del Sud, è stato definito una “svolta” per stabilizzare i legami bilaterali.
Nel gennaio 2026, Pechino ha annunciato la ripresa del turismo di gruppo verso il Canada e le parti hanno avviato discussioni per allentare le restrizioni sui visti, cercando di separare le questioni di sicurezza nazionale dalla cooperazione economica necessaria.
Il rapporto rimane caratterizzato da un equilibrio precario: da un lato la necessità di cooperazione economica (l’interscambio commerciale ha sfiorato i 119 miliardi di dollari nel 2024), dall’altro la ferma posizione del Canada nel proteggere le proprie industrie e la sovranità democratica dalle influenze esterne.
La visita di Carney servirà a rilanciare un rapporto che negli ultimi anni è stato caratterizzato da pochi alti e molti, moltissimi bassi.
In alto: Carney insieme al segretario della Nato, Rutte, a Parigi
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