Vaccini, il governo punta
a rinviare la seconda dose

di Francesco Veronesi del March 3, 2021

TORONTO - Pochi cittadini totalmente immunizzati o molti protetti solo parzialmente contro il Covid- 19? È questo il nodo che il governo provinciale deve sciogliere di fronte a un dato di fatto: le dosi disponibili in Ontario sono ancora troppo poche e la road map della campagna di vaccinazione di massa è destinata a subire nuovi rallentamenti rispetto ai tempi previsti.

Ecco allora che l'esecutivo provinciale sta vagliando la possibilità di intraprendere una strada già percorsa - con un significativo successo - dalla Gran Bretagna, dove l'amministrazione guidata da Boris Johnson ha giocato tutte le sue carte su una dose di vaccino per più cittadini possibili, rinviando la seconda iniezione di richiamo.

I dati preliminare di questa strategia sanitaria sono confortanti: nel Regno Unito, dove vengono utilizzati i vaccini prodotti da AstraZeneca e Pfizer (due dei tre vaccini approvati anche in Canada) nelle ultime settimane è crollato il numero di nuovi contagiati giornalieri, dei ricoveri in ospedale e dei decessi. Tre indicatori che hanno spinto la British Columbia ad adottare la stessa strategia e che stanno convincendo anche il governo Ford ad andare nella stessa direzione.

Il piano messo a punto dal ministro della Sanità Christine Elliott con il via libera della cabina di regia scientifica e sanitaria che affianca il governo in questa pandemia, prevede una prima dose a più persone possibili, con l'iniezione di richiamo rinviata di quattro mesi.

Attualmente, seguendo anche le indicazioni che sono emerse nei test clinici, l'iniezione di richiamo per il vaccino Pfizer deve essere fatta entro 42 giorni, mentre per Moderna si deve rimanere entro la finestra dei 28 giorni. Nel caso in cui l'esecutivo provinciale decidesse di seguire l'approccio inglese, il calendario delle vaccinazioni subirebbe una forte accelerazione.

Attualmente la tabella di marcia prevede l'avvio delle vaccinazioni degli ultraottantenni a partire dal 15 marzo, di chi ha più di 75 anni dal 15 aprile e così via con il progressivo abbassamento dell'età.

Alcune unità sanitarie locali, come quelle della York Region, di Peel e di Hamilton hanno già iniziato a inoculare i vaccini a loro disposizione agli anziani, ma le dosi sono estremamente limitate.

Ora si aspetta l'arrivo della prima fornitura di AstraZeneca, l'ultimo in ordine di tempo approvato dall'ente regolatore canadese, mentre nei prossimi giorni potrebbe arrivare la luce verde per un quarto vaccino, quello prodotto dalla Johnson and Johnson. In questo caso saremmo di fronte a una svolta nella lotta contro la pandemia di Covid-19. Il vaccino della J and J, infatti, è l'unico che necessita una sola dose per stimolare nell'uomo una piena risposta immunitaria contro il Covid.

Nel frattempo è arrivata ieri una raccomandazione da parte del National Advisory Committee on Immunization (NACI) con la quale si invita a utilizzare il vaccino Astra-Zeneca solamente con le persone con meno di 65 anni. Il governo in merito non ha preso ancora una decisione precisa.

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