Tories: accuse e veleni
nella leadership,
tutti contro tutti

di Francesco Veronesi del April 14, 2022

TORONTO - Polemiche, accuse e veleni nella corsa alla leadership del Partito Conservatore. Il tutto con dei toni talmente accesi che diventa davvero difficile ipotizzare un clima di riconciliazione tra i vari candidati e le loro fazioni dopo l’elezione del leader il prossimo settembre: lo spettro di una possibile nuova divisione della destra canadese, dopo lo strappo di Maxime Bernier, diventa sempre più concreto.

Il campionario delle accuse lanciate nelle prime settimane fa impallidire, con polemiche difficilmente emergono anche durante la campagna elettorale tra leader di partiti diversi: violazione di legge, fiancheggiamento e sostegno di criminali, lobbying per multinazionali finanziate da potenze straniere, opportunismo politico, tradimento dei valori del partito e dei suoi elettori. La lista è lunghissima e nelle ultime ventiquattrore si è arricchita di un nuovo inquietante capitolo: quello della presunta - e non verificata - frode sul tesseramento dei nuovi membri del partito.

A lanciare il sasso è stata la campagna di Pierre Poilievre, che ha chiesto al partito di annullare la pratica di pagamento dei nuovi iscritti attraverso carte di credito prepagate.

Con questo meccanismo - è il nodo che emerge - non si può tracciare l’avvenuto pagamento di una persona fisica. Da qui la richiesta di mettere la pratica al bando e di cancellare ogni tesseramento avvenuto con questa modalità a partire dallo scorso 2 febbraio. Se questo non dovesse avvenire, potrebbe esserci il ricorso in tribunale.

“Il nostro candidato - si legge nella missiva della campagna del ministro delle Finanze ombra - è preoccupato che la corsa alla leadership possa essere vinta da un candidato che ha apertamente ammesso di aver violato le regole”.

Ieri Poilievre ha organizzato un comizio elettorale a Calgary. Parlando davanti a una folla di oltre 5mila persone, ha attaccato il suo avversario principale, Jean Charest, sul registro delle armi da fuoco, un tema questo molto sentito in Alberta e in generale in tutte le province dell’Ovest.

“Il registro ha provocato la sconfitta dei liberali in tutti i distretti rurali all’Ovest delle province atlantiche. Se scegliamo un leader come Charest che invece è favorevole al registro delle armi da fuoco, perderemo tutti i seggi delle zone rurali al Nord e all’Ovest, seggi di cui abbiamo bisogno per vincere le elezioni”.

Charest invece è tornato ancora una volta sul suo piano di assistenza all’infanzia. “Tutte le province - ha detto l’ex premier del Quebec - in ogni angolo del Paese, a prescindere dalla casacca partitica, hanno concordato che il Child Care rappresenta un servizio essenziale. È buono per le famiglie, per la creazione di posti di lavoro e per la crescita economica. A differenza di Poilievre, io onorerò gli accordi con le province e a differenza di Justin Trudeau, mi assicurerò che i posti negli asili saranno effettivamente disponili”.

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