Partito Conservatore,
il nuovo leader
sarà eletto il 10 settembre

di Francesco Veronesi del March 4, 2022

TORONTO - Il nuovo leader del Partito Conservatore sarà eletto il prossimo 10 settembre. Lo ha annunciato ieri l’organismo tory che gestisce la corsa alla leadership, che ha presentato anche la tempistica e le regole per le candidature. I tempi saranno strettissimi. Chiunque avrà intenzione di correre per la successione di Erin O’Toole dovrà presentare la documentazione richiesta entro il prossimo 19 aprile. Il tesseramento dei nuovi membri - elemento chiave per chiunque aspiri alla vittoria finale - dovrà chiudersi entro e non oltre il 3 giugno, mentre le votazioni da parte della base conservatrice avverranno a fine luglio-inizio agosto, con l’annuncio del vincitore il 10 settembre 2022.

Chiunque vorrà ufficializzare la propria candidatura dovrà depositare presso il partito un acconto di 100mila dollari - rimborsabili una volta terminata la corsa alla leadership - oltre a 200mila dollari necessari per entrare nella corsa. In tutto 300mila dollari, esattamente come era avvenuta nelle due corse alla leadership del 2017 e del 2020, terminate con le vittorie di Andrew Scheer ed Erin O’Toole.

Al momento solamente un esponente di spicco del partito, il ministro ombra Pierre Poilievre, ha annunciato la propria intenzione a candidarsi, ma nelle ultime settimane un’altra personaggio di peso, Jean Charest, non ha nascosto le proprie ambizioni per la guida del partito.

Mercoledì sera l’ex premier del’ Quebec si è incontrato a Ottawa con una quarantina di parlamentari: Charest vuole capire se esistano le condizioni per gettarsi nella mischia e sfidare Poilievre, il grande favorito della vigilia. Visti i tempi restrittissimi, dovrà sciogliere gli ultimi dubbi entro breve tempo.

Esiste un reale consenso a livello di base nelle singole sezioni locali del partito? C’è la possibilità di guadagnarsi un sostegno diffuso nelle province dell’Ovest, in Alberta e Saskatchewan soprattutto? Sono queste le domande alle quali Charest dovrà trovare risposta, sapendo di poter contare su un supporto generalizzato in Quebec, in Ontario e nelle province Atlantiche.

Nel caso in cui si dovesse candidare, dovrà prepararsi a difendersi dagli attacchi di Poilievre e dei suoi sostenitori su una questione di fondo: è Charest davvero un conservatore a tutto tondo, oppure un navigato politicante che cambia casacca a seconda delle stagioni? Non dimentichiamo che Charest divenne premier della provincia francofona correndo con il Partito Liberale, una macchia - negli occhi di molti conservatori - che potrebbe costargli parecchio in termini di consenso.

Shannon Stubbs, deputata sostenitrice di Poilievre, ha già lanciato il guanto di sfida: “Io - si legge su un suo tweet - faccio parte della base del Partito Conservatore: i nostri leader devono rispettare i nostri valori. Sono contro la carbon tax, il registro delle armi da fuoco, a favore del taglio delle tasse e non per il loro aumento”. Charest in passato si è dichiarato favorevole alla carbon tax e al registro delle armi da fuoco. Il messaggio è accompagnato da una foto di Charest insieme a Justin Trudeau.

L’avvertimento è chiaro: se Charest si candida, ha già avuto un assaggio di ciò che lo aspetta.

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