Impasse negoziati,
pressing del CUPE

di Mariella Policheni del 24 October 2022

TORONTO - "Sappiamo che sono lì a parlare di quali saranno le loro prossime decisioni politiche, sappiamo anche che alla fin fine uno sciopero può essere evitato presentandosi al tavolo delle trattative con una proposta vera che rispetti i lavoratori e che rispetti le famiglie". È quanto ha affermato la presidente dell’Ontario School Board Council of Unions (OSBCU) Laura Walton, presente alla protesta che si è tenuta sabato di fronte al Toronto Congress Centre dove era in corso un general meeting del Progressive Conservative dell’Ontario.

A distanza di pochi giorni dalla rottura delle trattative contrattuali, quasi 200 lavoratori dell’istruzione hanno voluto far sentire il fiato sul collo al governo Ford. La provincia e il sindacato che rappresenta circa 55.000 lavoratori dell’istruzione per cercare di trovare l’intesa - che al momento è un miraggio - dovrebbero tornare al tavolo dei negoziati il 1º novembre. Un fallimento dei colloqui si potrebbe tradurre in una serrata a partire dal 3 novembre.

Scongiurare una astensione dal lavoro è quanto il governo dice di voler fare ma al momento un’intesa sembra irraggiungibile. Neppure la presenza del mediatore che la scorsa settimana ha assistito ai colloqui è riuscita a sbloccare una situazione in fase di stallo ormai da mesi. “Le due parti sono troppo distanti, i colloqui dovrebbero essere aggiornati”, è stato il suo laconico consiglio.

Quel che è apparsa chiara fin dall’inizio dei negoziati è la ferma volontà di entrambe le parti a non cedere. “Il CUPE rifiutandosi di scendere a compromessi su richieste irragionevoli sta cercando di interrompere le lezioni in classe”, ha tuonato il ministro dell’Istruzione Stephen Lecce.

Il nodo principale - certamente il più difficile da sciogliere - è quello dell’aumento in busta paga. Il CUPE chiede aumenti salariali annuali dell’11,7% mentre il governo in risposta ha offerto aumenti del 2% all’anno per i lavoratori che guadagnano meno di $ 40.000 e dell’1,25% per tutti gli altri. Ma questo è solo uno degli scogli che impediscono il rinnovo del contratto: gli operatori dell’istruzione chiedono inoltre che gli straordinari siano pagati il doppio rispetto alla normale retribuzione, 30 minuti di preparazione retribuita al giorno per gli assistenti educativi ed ECE, un aumento dei benefici per tutti i lavoratori.

I giorni scorrono e lo spettro di uno sciopero prende sempre più forma con tutti i disagi che causerebbe, tra l’altro, ai genitori. Il 3 novembre i lavoratori della scuola aderenti al CUPE sono in una posizione di sciopero legale: “Quel che accadrà dipenderà dall’esito dei negoziati”, ha ribadito ancora una volta Walton.

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