Affluenza in flessione,
cambiano i rapporti
tra i vari partiti in Nord America

di Francesco Veronesi del 28 September 2022

TORONTO - Cambiano i rapporti di forza tra i partiti italiani nella Ripartizione Nord e Centro America. A certificarlo sono i dati ufficiali del ministero degli Interni a corollario del voto del 25 settembre, un’elezione che si è conclusa con la vittoria dei candidati Christian Di Sanzo (Pd) e Andrea Di Giuseppe (Fdi) nella corsa a Montecitorio e di Francesca La Marca (Pd) per il seggio a Palazzo Madama. Cambiamenti, quelli che hanno caratterizzato la nostra ripartizione, che sono andati in netta controtendenza rispetto al dato nazionale italiano, dove abbiamo assistito alla schiacciante vittoria della coalizione di centrodestra e, in particolare, al trionfo di Fratelli d’Italia di Georgia Meloni.

Partiamo comunque da un dato rilevante: dal 2018 ad oggi il corpo elettorale nella ripartizione Nord e Centro America è cresciuto in modo significativo, passando alla Camera da 389mila aventi diritto a poco meno di 412mila.

In questa tornata elettorale, tuttavia, abbiamo assistito a un tracollo dell’affluenza, che alla Camera dei Deputati è passata dal 27,9 per cento di quattro anni fa al 21,09 di domenica, con un meno 7 per cento. Nel 2018, sempre per la Camera, votarono 108mila elettori, nel voto 2022 hanno partecipato alla consultazione elettorale 86.900 aventi diritto. Una flessione netta, quindi, che ha avuto anche delle conseguenze sull’esito di queste elezioni nel Nord e Centro America.

Il Partito democratico, dopo la sconfitta del 2018, ritorna ad essere il primo partito sia per la Camera che per il Senato ed è anche l’unica formazione politica capace di salire sia in termini percentuali che numerici. Nella consultazione elettorale del 2018, il Pd alla Camera aveva raccolto 27.440 voti, pari al 29,09 per cento mentre quest’anno è stato votato da 29.755 elettori, con una percentuale che ha abbondantemente sfondato quota 40 per cento.

Percorso inverso invece per il centrodestra, che non solo perde un senatore, ma vede anche calare il numero totale dei voti nel continente nordamericano. I 31.116 voti del 2018 per la Camera sono scesi quest'anno a 28.280, mentre la percentuale è passata dal 33 al 34,84 per effetto del calo dell’affluenza.

Un altro dato da prendere in considerazione è che il Movimento Associativo degli Italiani all’Estero (MAIE), diventa il terzo partito in questa ripartizione, scalzando dal podio il Movimento Cinque Stelle.

Il MAIE in questa tornata elettorale ha totalizzato 7.233 preferenze totali per la Camera dei Deputati e 6.895 per il Senato, numeri tuttavia non sufficienti per garantirsi l’elezione di un rappresentante nel parlamento italiano.

Per quanto riguarda la divisione geografica del consenso, se si escludono le singole realtà dei Paesi dell’America Centrale dei Paesi caraibici - dove i voti sono stati davvero marginali - il Pd vince largamente su tutto il Continente. Sempre stando ai dati del ministero degli Interni relativi alla Camera dei Deputati, in Canada il Partito democratico raccoglie il 40,37 per cento dei voti con 8.683 preferenze, staccando la colazione di centrodestra ferma a 7.997 voti (37,18 per cento).

Stessa dinamica negli Stati Uniti, dove il Pd agguanta il 40,29 per cento forte di 17.400 preferenze, mentre la coalizione Fratelli d’Italia-Lega-Forza Italia non va oltre i 15.321 voti, pari al 35,47 per cento.

Negli Stati Uniti, inoltre, si registra un ulteriore dato in controtendenza rispetto all’intero andamento delle elezioni sul continente nordamericano: qui infatti il terzo partito è Azione-Italia Viva con 3.975 preferenze (9,20 per cento).

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