Il Commento

Canada-Italia: matrimonio d’affari voluto dal destino

TORONTO – La convention della Prospectors & Developers Association of Canada (PDAC) è il principale evento annuale al mondo per l’esplorazione e l’estrazione mineraria. Per semplificare, parliamo del lato “upstream” di questo settore delle risorse: l’“estrazione”. Secondo le stime generalmente accettate dall’industria, oltre il 40% delle compagnie minerarie mondiali ha sede in Canada.

Non sorprende quindi che la convention si tenga ogni anno a Toronto, attirando e collegando circa 30.000 partecipanti tra leader del settore, gruppi indigeni, investitori e rappresentanti governativi provenienti da tutto il mondo. Anche una delegazione italiana ha partecipato. Il Corriere Canadese ha ricevuto l’invito e vi ha preso parte a nome dei suoi lettori.

L’Italia, che aveva interrotto l’esplorazione e l’estrazione mineraria su base economicamente significativa negli anni ’80, ha riacceso il suo interesse per il settore minerario canadese. Attraverso il proprio corpo diplomatico, guidato dal Ministero degli Affari Esteri e quello delle Imprese (per mezzo dell’onorevole Valentino Valentini e dell’Ambasciatore Alessandro Cattaneo) insieme a inviati speciali per le Risorse Naturali e le Strategie Economiche del Made in Italy, l’Italia ha di fatto annunciato il suo interesse attivo per il lato “downstream”, ovvero quello della commercializzazione del settore minerario.

È comprensibile: l’Italia è una società basata sulla manifattura, la seconda in Europa per dimensioni e importanza. Il fatto che un Paese – 9° per PIL globale – noto per ricerca, innovazione e produzione pratica, mostri apertamente un interesse “non sollecitato” è un buon segnale per il Canada nella sua ricerca di investimenti, partnership e diversificazione dei mercati. E per il Canada, non poteva capitare in momento migliore.

La redazione del Corriere Canadese, come altre, è stata negli ultimi giorni sommersa da comunicati e annunci provinciali, spesso orientati a pubblicizzare “iniziative” o collaborazioni relative ai metalli preziosi e alla Ring of Fire, un’area nel Nord Ontario simile per estensione a Basilicata o Friuli. Alcuni dei valori economici e dei numeri di posti di lavoro attribuiti allo sviluppo di questi metalli preziosi raggiungono livelli stratosferici. Senza esagerare, queste cifre portano con sé un potenziale davvero trasformativo, di costruzione nazionale, economico, socio-culturale e di creazione di ricchezza… “se solo…”.

Purtroppo, quei metalli preziosi erano già un “problema urgente” quando entrai in Governo all’inizio del XXI secolo. Entro le elezioni del 2008 e successivamente quelle del 2011, i miei amici e colleghi del Nord Ontario, guidati dall’on. Joe Comuzzi, avevano trasformato la Ring of Fire in un grido di battaglia per la crescita economica nel Nord e oltre.

Il “se solo” ha gradualmente messo in luce una “miopia politica bisognosa di correzione”. Piuttosto che “procedere a tentoni”, Mining Watch Canada incaricò Joan Kuyek, D.S.W., di ricercare e pubblicare un’analisi economica della chromite nella Ring of Fire, stampata il 25 gennaio 2011.

Quindici anni dopo, ho ripreso in mano la mia copia in preparazione della tavola rotonda organizzata dalla Ontario Chamber of Commerce, dalla Automobile Parts Manufacturing Association e… dal Corpo Diplomatico Italiano in Canada!

Naturalmente, c’era anche una significativa partecipazione delle autorità federali e provinciali e una lista impressionante di rappresentanti del settore privato di alto livello. Tutti, durante i loro interventi o nella discussione del panel, hanno dimostrato di aver compreso i punti che Joan Kuyek aveva enumerato nel 2011.

In breve, hanno esplorato i requisiti fondamentali per il successo, dove altri avevano fallito. Quanto segue non è una lista esaustiva, che un partner serio dovrebbe affrontare: usi e questioni ambientali, approvvigionamento, mercati, problemi energetici, impianti di produzione, linee ferroviarie, gestione delle acque, politiche fiscali, diritti di proprietà e così via.

Molto è cambiato dal 2011. I valori potenziali sono aumentati esponenzialmente, ma le condizioni continuano a richiedere leadership. Come ha detto con entusiasmo Hugues Jacquemin, rappresentante del settore minerario, “il momento per un’azione coordinata è ora”. E il settore automobilistico e l’Italia hanno risposto alla chiamata.

Traduzione in Italiano – dall’originale in Inglese – a cura di Marzio Pelù

In alto, da sinistra: Carlo Angelo Bocchi, Italian Trade Commissioner in Canada, il Console Generale d’Italia, Luca Zelioli, il Viceministro delle Imprese, Valentino Valentini, l’Ambasciatore d’Italia in Canada, Alessandro Cattaneo, e Lorenzo Di Donato, CEO di Alkeemia (foto: Ambasciata d’Italia in Canada); qui sotto, una fotogallery della convention (foto: Corriere Canadese / Ambasciata d’Italia in Canada)

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