Gli chef italiani nel mondo

Bucatini cremosi con guanciale e fonduta

In esclusiva per i lettori del Corriere Canadese, prosegue la nuova rubrica settimanale dedicata alla cucina italiana in Canada, in Nordamerica e nel mondo, che va ad arricchire la nostra storica “Cucina di Teresina” presente da anni sul nostro quotidiano. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con “CHEF Italia” che ci consente di pubblicare una serie di ricette proposte dai migliori chef italiani presenti in tutto il mondo. I cuochi possono inviare le loro ricette via e-mail all’indirizzo seguente: alex.cs1996@gmail.com

MESSINA – Ecco il piatto proposto da Anthony Andaloro, Blind Chef: i bucatini cremosi con guanciale, pomodorini campani e fonduta di formaggi, un primo piatto ricco che unisce la sapidità del guanciale croccante alla dolcezza dei pomodorini campani, il tutto avvolto da una morbida fonduta.

Ma veniamo agli ingredienti per 4 persone: 400 gr. di bucatini, 150 gr. di guanciale, 250 gr. di pomodorini campani (ideali quelli del Piennolo o i datterini), 1/2 cipolla, 40 gr. di burro, 50 gr. di parmigiano reggiano grattugiato, 50 gr. di pecorino grattugiato, pepe nero q.b., basilico fresco q.b., sale q.b.

Preparazione – base aromatica: tritate finemente la cipolla. Fatela appassire dolcemente in padella con metà del burro (20 gr.) senza farla colorire troppo. Guanciale croccante: tagliate il guanciale a listarelle. In una padella ampia, rosolate il guanciale senza aggiungere altri grassi fino a renderlo croccante e dorato e nel contempo consentire di rilasciare il suo grasso. Una volta pronto, aggiungetelo alla cipolla. Pomodorini: tagliateli a metà e uniteli nella stessa padella con il grasso del guanciale, scottateli finché non appassiscono creando un sughetto leggero. Cuoceteli a fuoco medio per 10-12 minuti finché diventano morbidi ma ancora freschi. Aggiungete una macinata generosa di pepe nero. Fonduta veloce: in un pentolino sciogliete il burro restante, quindi, a fuoco spento, aggiungete parmigiano e pecorino grattugiati con un mestolino di acqua di cottura della pasta. Mescolate con una frusta fino a ottenere una crema liscia (non troppo densa); se necessario, aggiungete un cucchiaio di acqua di cottura della pasta per regolare la consistenza. Pasta: cuocete i bucatini in acqua salata. Scolateli al dente e trasferiteli direttamente nella padella con il condimento. Mantecatura: a fuoco basso, aggiungete la crema di formaggi e amalgamate bene. Se serve, aggiungete altra acqua di cottura per rendere il tutto cremoso. Saltate la pasta, facendo mescolare bene il tutto per amalgamare i sapori. Finitura: completate con basilico fresco spezzettato e ancora pepe nero, quindi impiattate a piacimento. E buon appetito!      

Il protagonista / Anthony Andaloro – La sua cucina è un’esperienza sensoriale

MESSINA – Oggi presentiamo lo Chef Anthony Andaloro, già da tempo in CHEF Italia con la carica di Coordinatore di Delegazione Nazionale per il Settore Disabilità: è un Blind Chef, un cuoco non vedente.

Classe 1966, originario di Spadafora in provincia di Messina, Anthony Andaloro, Maestro Sensoriale e Blind Chef, è, sicuramente, molto più di questo: è un simbolo di resilienza, inclusione e rinascita. Nasce come Maestro Decoratore, costruendo la sua carriera sulle sfumature dell’arte visiva, giocando con i colori, le forme e l’estetica. Ma quando la vita lo ha messo alla prova con la perdita della vista non si è arreso. Ha scelto, invece, di reinventarsi completamente, trasformando il buio in una nuova luce: quella dei sensi. La perdita della vista lo ha messo a dura prova durante la vita di tutti i giorni, ma, come spesso racconta, non ha mai smesso di rincorrere i suoi sogni e soprattutto non ha mai accettato l’idea di privarsi di qualche esperienza.

L’originalità delle sue ricette, la cura nell’esaltare gli aromi e la precisione nelle operazioni superano ogni ostacolo visivo: Anthony ha fatto della sua disabilità un punto di forza, prima studiando i testi in Braille della cucina, poi frequentando un corso di specializzazione ad hoc. È un autentico esempio di forza e tenacia, specialmente nel trasmettere messaggi di speranza per abbattere le barriere mentali. È dal 2006 che è afflitto da cecità per condizione a causa di una malattia congenita ereditaria e, da lì, nasce una nuova persona che decide con forza di rimettersi in gioco e di affrontare le sfide che la vita gli ha riservato, con un diverso e grande progetto in un percorso completamente differente. “Prima mi piaceva cucinare – ci dice lo Chef – ma una cosa è da vedente, un’altra cosa è da cieco, dover affinare i sensi, giocare con i coltelli, giocare con i fuochi, giocare con le fiamme, cercare di percepire gli odori, gli ingredienti, le spezie, tutto questo non è stato semplice”. La confidenza con gli spazi e gli utensili è un traguardo che richiede molta applicazione: in cucina un non vedente deve sapere cosa può fare e come. Il tempo per diventare autonomi varia da persona a persona: c’è chi impara in una settimana e chi ha bisogno di più di un anno. “Questo nuovo percorso mi ha entusiasmato – ci dice ancora lo Chef – soprattutto mi ha entusiasmato ciò che volevo fare io della vita, dimostrare ai comuni vedenti, e alla società spesso bigotta che ci discrimina, che non ci sono limiti, perché le barriere esistono solo a livello mentale. Gesti naturali come affettare, mescolare, spadellare diventano così pura percezione: si scoprono i sensi del tatto e dell’olfatto, ci si riabitua a una quotidianità perduta, come la dimensione conviviale del pranzo in famiglia, prendendo sicurezza e confidenza con gli attrezzi in cucina. Un non vedente interpreta i sapori in tutt’altro modo, li percepisce attraverso i sentori e le papille gustative sentendo i gusti più spiccati. In cucina aiuta moltissimo anche l’olfatto, e, in ultimo, anche il tatto, che ci dà la possibilità di creare le opere d’arte, i piatti, al buio”.

Oggi, Andaloro è uno dei pochissimi Blind Chef al mondo e l’unico italiano ad essere riconosciuto come Maestro Sensoriale, una figura professionale che guida i vedenti a scoprire il mondo attraverso i sensi alternativi alla vista, in un viaggio culinario e umano profondo e toccante. Nei suoi percorsi sensoriali, gli ospiti vengono invitati a “spegnere” la vista per un breve momento e ad “accendere” il gusto, l’olfatto, il tatto e l’udito, vivendo la cucina non solo come nutrimento ma come esperienza emotiva e strumento di empatia. Attraverso le sue celebri Cene Sensoriali, Anthony Andaloro accompagna i partecipanti in un mondo dove il piatto non si guarda ma si ascolta, si tocca e si assapora davvero, con l’anima prima ancora che con la bocca.

La sua missione è quella di dare voce agli invisibili, lottando ogni giorno contro i pregiudizi sulla disabilità e promuovendo l’inclusione in ogni sua forma. Non è solo uno chef ma un attivista sociale, un volontario instancabile, un formatore e ambasciatore identitario. Collabora con scuole, associazioni, ristoratori e istituzioni per costruire una società dove la diversità sia una ricchezza e non un ostacolo. Con la sua personalità travolgente e la sua dedizione verso il prossimo, il nostro Chef ha saputo trasformare il dolore in opportunità, e oggi rappresenta il cambiamento che molti vorrebbero vedere nel mondo.

È stato anche premiato nel 2015 e nel 2016 da Stella della Ristorazione come Blind Chef a cinque stelle d’oro e, nel 2017, ha ricevuto il premio come unico Chef Quality Food dall’Unesco; nel 2019 è stato nominato Ambasciatore Solidale del mondo, poi nel 2021 anche Fiduciario nel settore disabilità e, nello stesso periodo, è stato infine nominato Ambasciatore Identitario della Libera Università Rurale dei saperi e dei sapori.

Lo Chef Anthony è impegnato nel sociale, aiuta tutte le persone in difficoltà: “Sono molto orgoglioso di quello che faccio – ci racconta – sono fiero di essere un non vedente. Bisogna accettare la disabilità e andare avanti, non fermarsi mai e non piangersi addosso, perché oltre il buio ci siamo noi”. Ha il dono di trasmettere positività, speranza a chi è afflitto da una malattia, mostrando un uomo che è riuscito a superare il buio, a rialzarsi, a reinventarsi. La sua cucina non è solo buona da mangiare: è cura, speranza, arte e rivoluzione. È la dimostrazione vivente che, anche nel buio, si può creare bellezza. E che, a volte, i veri colori della vita sono quelli dell’anima.

Recentemente ha lanciato un nuovo fantastico progetto, “Radici & Orizzonti”, un programma che non è solo intrattenimento ma un viaggio esperienziale che parte dal cuore dell’Italia autentica alla scoperta delle nostre radici più profonde e dei nuovi orizzonti dell’inclusione. Un’avventura vissuta con i 4 sensi, da un’altra dimensione, quella dell’anima. Il tutto in 24 puntate, ogni 15 giorni e in onda su YouTube, TikTok, Instagram e Facebook.

Nelle foto sopra, alcune delle “creazioni” dello Chef Anrthony Andaloro   

(Rubrica a cura di Marzio Pelù and Ynot, testi di Alex Ziccarelli)

More Articles by the Same Author: