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Bank of Canada alza i tassi: non accadeva dal luglio 2023

TORONTO – Nessuna sorpresa. Come era stato ampiamente previsto, Bank of Canada ha deciso di alzare i tassi d’interesse di 25 punti, portandoli al 2,50 per cento, per fare fronte al rischio inflazione e puntellare la nostra economia in questa fase caratterizzata dalla grande incertezza. Quello annunciato ieri da Tiff Macklem è il primo rialzo del tasso di sconto dal luglio del 2023, mentre la svolta della Banca Centrale pone fine al congelamento del costo del denaro che andava avanti dal 25 ottobre dello scorso anno: da allora i tassi erano rimasti invariati.

L’inversione nella politica monetaria di Bank of Canada era nell’aria già da qualche settimana, con numerosi indicatori che puntavano in quella direzione, a partire dal tasso d’inflazione al 3,1 per cento, molto lontano da quel 2 per cento indicato dalla Banca Centrale come obiettivo primario per mantenere in equilibrio il nostro ecosistema economico. Macklem, inoltre, non ha escluso un futuro rialzo dei tassi, ma questo ovviamente sarà legato agli sviluppi nella guerra dei dazi con gli States e da quanto accadrà in Medioriente, con un occhio di riguardo sulla situazione nello Stretto di Hormuz. Il governatore di Bank of Canada ha dichiarato che le prospettive per l’inflazione sono “peggiorate” dall’ultimo rapporto di luglio.

“Con le prospettive di inflazione sostanzialmente più alte e l’economia che mostra resilienza, è necessario un aumento dei tassi per ridurre il rischio che prezzi elevati dell’energia possano traboccare e diventare un’inflazione generalizzata”.

La decisione di Macklem è stata fortemente criticata da Doug Ford. “I tassi d’interesse più alti – ha fatto sapere il premier dell’Ontario – non faranno circolare il petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz né porteranno a dazi più bassi sulle imprese canadesi. Renderanno solo la vita più costosa per le famiglie e i lavoratori canadesi, punendoli per qualcosa che non possono controllare.

Il rapporto di Bank of Canada. “Dal Rapporto sulla Politica Monetaria di luglio – si legge nel documento pubblicato ieri dalla Banca Centrale – l’attività economica globale è rimasta resiliente, nonostante l’aumento dei prezzi dell’energia. Negli Stati Uniti, l’economia continua a crescere a un ritmo robusto, sostenuta dalla spesa dei consumatori e dagli investimenti legati all’IA. La crescita nell’area euro è stata resiliente e ampia. Dopo un rallentamento nel secondo trimestre, la crescita cinese è rimbalzata nel terzo trimestre, grazie alla forza delle esportazioni e a un aumento della spesa fiscale. Con prezzi del petrolio e margini nelle raffinerie costantemente elevati, l’inflazione è aumentata nella maggior parte dei paesi”.

“Data la continua resilienza dell’economia globale, la Banca ha rivisto leggermente al rialzo la crescita del Pil globale al 3,1% nel 2026, mentre la crescita nel 2027 e 2028 rimane invariata rispetto alla previsione di luglio del 3,2%”.

“Le condizioni finanziarie globali si sono inasprite da luglio. I rendimenti delle obbligazioni sovrane delle economie avanzate sono più alti. I mercati azionari e del credito sono stati volatili a causa dell’incertezza sulle prospettive per il settore dell’IA. Il dollaro canadese si era leggermente indebolito grazie alla forza del dollaro Usa, ma da allora si è ripreso a circa 71 centesimi – lo stesso previsto nel rapporto di luglio”.

“La crescita è ripresa in Canada fino a metà anno. La crescita del Pil è stata del 3,3% nel secondo trimestre, e gli indicatori recenti indicano una crescita di circa il 2% nel terzo trimestre. Questo è più forte del previsto nel rapporto di luglio. La spesa dei consumatori è stata solida, nonostante una crescita demografica lenta. Gli investimenti delle imprese sono ripresi, riflettendo l’attività dei settori petrolifero e del gas e la spesa in macchinari e attrezzature. Nonostante la continua debolezza nei settori colpiti dai dazi statunitensi, le esportazioni complessive si sono rafforzate, grazie alla forte domanda Usa”.

In alto: il governatore di Bank of Canada, Tiff Macklem (foto Bank of Canada)

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