Canada

Referendum in Alberta tra rischi e appelli all’unità: rebus affluenza

TORONTO – Scatta il conto alla rovescia in Alberta sul referendum. Il 19 ottobre i residenti sono chiamati alle urne per esprimersi su dieci quesiti referendari: occhi puntati, ovviamente, sull’unico quesito che ha una rilevanza nazionale, quello che potrebbe mettere in moto la macchina separatista, obbligando – in caso di vittoria del Sì – il governo provinciale a indire un secondo referendum vincolante sull’ipotesi secessionista. Per ora i sondaggi continuano a ritenere l’ipotesi indipendentista molto remota, ma la preoccupazione è palpabile nelle stanze del potere a Ottawa ed Edmonton.

L’ultima indagine demoscopica, pubblicata ieri da Leger, rivela che in questo momento il 70 per cento dell’elettorato provinciale è intenzionato a votare contro il referendum separatista, con un aumento di 5 punti percentuali rispetto ai valori registrati ad agosto. Il 22 per cento del campione, al contrario, è favorevole all’avvio delle procedure per un secondo referendum vincolante che determinerebbe la secessione dell’Alberta.

I numeri, quindi, ci dicono che l’istanza secessionista non sta crescendo in questa volata finale della campagna elettorale, anzi si assiste a un fenomeno contrario, con il consolidamento del consenso contro l’indipendenza dell’Alberta.

Il tema è stato affrontato anche ieri da Mark Carney, nel messaggio di auguri per il Thanksgiving rivolto a tutti i canadesi. “Non si possono costruire grandi cose sulle linee di faglia. E dovremmo riconoscere che il mondo è cambiato. Il Canada affronta minacce reali per la nostra economia, per la nostra sicurezza, per il nostro stile di vita”, ha sottolineato il primo ministro.

“Dobbiamo essere forti e siamo più forti insieme,” aggiunge. “Generazioni di residenti dell’Alberta hanno contribuito a costruire questo paese. È vostro, è nostro, e vale la pena lottare per questo. Questo Ringraziamento arriva in un momento cruciale. Il mondo è cambiato, e il Canada affronta minacce alla nostra economia, alla nostra sicurezza e alla nostra sovranità. Affrontare queste sfide richiede un Paese forte – e il Canada è più forte quando siamo uniti. Vediamo quella forza nei canadesi che sostengono le imprese locali, acquistano canadesi e prendono cura dei vicini. La vediamo nelle persone che restituiscono alle loro comunità e lavorano per creare un futuro migliore per le loro famiglie. In questo Ringraziamento rendiamo grazie per tutto ciò che ci hanno trasmesso, per la cura che i canadesi mostrano gli uni agli altri e per il futuro che stiamo costruendo insieme”.

Nel frattempo l’ex premier dell’Alberta Jason Kenney ha lanciato l’allarme affluenza. L’ex ministro del governo Harper ha sottolineato infatti come con più elettori alle urne l’istanza separatista sia destinata a sgonfiarsi. Al contrario – ha sottolineato – “con un’affluenza al di sotto del 40 per cento, i separatisti potrebbero vincere”.

Quindi in Alberta il messaggio è forte e chiaro: si deve andare a votare e non bisogna prendere sottogamba il rischio rappresentato dalla secessione.

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