Canada

La fuga di Stellantis da Brampton: settore auto a rischio in Ontario

TORONTO – Il possibile addio di Stellantis a Brampton conferma il grave stato di crisi del settore auto in Ontario. Il gigante di Detroit ha infatti annunciato di aver siglato un memorandum d’intesa con Roshel – azienda che produce veicoli militari – per la potenziale vendita del suo stabilimento a Brampton. Stellantis in questa fabbrica ha bloccato la produzione nel 2023 e in questo momento ci sono più di 2mila operai in cassa integrazione. L’annuncio ha ovviamente creato polemiche, e questo per vari motivi. Innanzitutto Stellantis negli anni ha ricevuto numerosi sussidi governativi per mantenere la produzione in Ontario, soldi pubblici che sono stati incassati e che non sono stati reinvestiti.

In secondo luogo il memorandum d’intesa arriva nel bel mezzo del negoziato portato avanti da Unifor per il rinnovo del contratto: un fulmine a ciel sereno che di fatto ha bloccato la trattativa, portando a un clima di grande incertezza.

Particolarmente duro il sindaco di Brampton, che non ha nascosto il proprio disappunto. “Se Stellantis sta davvero scappando da Brampton, è un tradimento dei nostri lavoratori, delle loro famiglie e di ogni contribuente canadese. Stellantis ha accettato centinaia di milioni di dollari di sostegno pubblico sulla promessa di un futuro per questo stabilimento. Invece, ha trasferito la produzione negli Stati Uniti lasciando circa 3.000 lavoratori, insieme ai fornitori e alle piccole imprese che dipendono da loro, in attesa di risposte”.

Stellantis non dovrebbe poter accettare fondi federali e abbandonare Brampton e il Canada. Esorto il governo federale a prendere tutte le misure disponibili per ritenere Stellantis responsabile degli impegni che ha preso.

Sulla stessa lunghezza d’onda Flavio Volpe, presidente della Automotive Parts Manufacturers’​ Association (APMA).

“I canadesi – ha scritto su X – hanno salvato la Chrysler e Stellantis due volte, nel 1979 e nel 2009 per miliardi. Stellantis ha veicoli 2029/30 che possono essere assegnati a Brampton. Roshel può costruire LOV ovunque, non per forza a Brampton. Stellantis cerca di vendere lo stabilimeento a Roshel nel mezzo dei colloqui con Unifor”.

Secondo Volpe, ciò denota “la mancanza di rispetto per i canadesi, fornitori e lavoratori che sono una delle principali ragioni per cui l’azienda esiste ancora. La produzione massima nello stabilimento superava i 1000 veicoli al giorno o 12-15 miliardi di dollari di produzione annuale nel mercato odierno. Il contratto LUV può essere di 2 o 3 veicoli al giorno o 1 miliardo di dollari all’anno. Uno stabilimento ha 3.000 operai assemblatori e 9-12.000 lavoratori legati ai ricambi. Perché lasciare che tutto questo scompaia?”.

La decisione di Stellantis sembra legata alla strategia di Donald Trump sulle tariffe. Le aziende auto che producono in Canada infatti devono pagare dazi doganali e questo le spinge a spostare la produzione negli Stati Uniti.

In alto, lo stabilimento della Stellantis a Brampton (foto: Unifor)

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