Il Commento

Il caos continua: Meta a chi darà i soldi?

TORONTO – All’inizio dell’ultima settimana di vacanze estive, prima della ripresa delle lezioni l’8 settembre, la Provincia non è affatto più vicina a risolvere la “crisi” che la affligge nel settore dell’Istruzione. Il sistema educativo provinciale comprende 72 Provveditorati agli Studi locali (school boards), 29 dei quali sono definiti cattolici, occupando così un “posto d’onore” nel quadro costituzionale.

Dal punto di vista del finanziamento, non vi è alcun impatto sulla pletora di scuole private che operano su licenza del Ministero dell’Istruzione per il rilascio di crediti e diplomi. Qualsiasi accordo finanziario di solito passa attraverso la Canada Revenue Agency (l’agenzia delle entrate canadese) ed i crediti d’imposta associati allo status applicato all’ente d’istruzione richiedente.

Tornando alla “crisi” – perché ogni questione in Ontario si basa sulla “gravità della crisi” e mai sulla logica associata alla critica – alla fine di maggio 2024-2025 il governo è stato spinto all’azione perché, a quanto pare, non abbastanza fondi stanziati per l’Istruzione stavano confluendo dove erano destinati: ai bambini nelle classi.

Il Ministro ha commissariato quattro (4) dei suddetti 72 provveditorati, sospendendo i consigli di amministrazione perché una verifica indipendente, assemblata in fretta e furia, aveva stabilito la loro cattiva gestione finanziaria, la loro incapacità di andare d’accordo o il pericolo di andare in deficit. Un anno dopo, quel numero è salito a otto. Insieme, questi rappresentano 11,28 miliardi di dollari della spesa per l’Istruzione, cioè 35% del totale.

Sei di questi provveditorati (più altri otto non commissariati) sono impegnati in una class action per recuperare 8 miliardi di dollari di “danni” inflitti da META e dalle sue aziende tecnologiche ai nostri figli, attraverso programmi software nocivi e tossici progettati per aumentare l’uso compulsivo del loro prodotto. A scapito della loro salute mentale, della crescita sociale e dello sviluppo accademico, almeno così hanno sostenuto in tribunale i Provveditorati promotori della causa, mentre il giudice ascoltava le mozioni per procedere.

Il lettore fa bene a chiedersi: “Perché hanno permesso questi programmi se ne erano a conoscenza dei danni potenziali?”. Torniamo ai soldi: è più facile da capire. Il 28 marzo 2024, la Canadian Broadcasting Corporation (CBC) ha riferito che il giudice avrebbe permesso alla causa di andare avanti. La CBC ha anche citato il premier Ford, il quale ha definito tutto questo un’assurdità.

Forse è così, ma nel caso, eviterebbe a tutti un bel dispiacere se il maggior numero possibile di Provveditorati venisse commissariato; trasferendo così l’amministrazione di qualsiasi fondo ordinato dalla Corte direttamente al governo provinciale attraverso il suo rappresentante diretto: il commissario. Chiaro? La storia continua, grazie alle elezioni.

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