Nuove tariffe, conto alla rovescia Il ministro LeBlanc a Washington
TORONTO – È scattato il conto alla rovescia per le nuove tariffe americane. Tra due settimane esatte, salvo modifiche o ripensamenti dell’ultimo momento, entreranno in vigore i dazi del 50 per cento voluti da Donald Trump su una lunga lista di prodotti canadesi per un valore complessivo di circa 28 miliardi di dollari. A differenza delle tariffe imposte dall’inquilino della Casa Bianca in passato, questa volta avremo a che fare con un’azione mirata che colpisce determinati prodotti – come gli alcolici canadesi e i latticini – che erano stati risparmiati durante questi 18 mesi di guerra commerciale.
Ma la differenza più significativa sta nel fatto che questo nuovo round di dazi colpisce prodotti in teoria protetti dallo scudo del Cusma, che si mostra fragile e non del tutto impermeabile, come invece lo era stato nei mesi scorsi.
Il governo federale, di fronte alla nuova offensiva dall’amministrazione americana, ha deciso per ora di adottare la linea morbida, senza introdurre dei controdazi ritorsivi così come aveva fatto in passato. Il primo ministro Mark Carney ha confermato ancora una volta come il governo di Ottawa sia completamente focalizzato nella trattativa con gli Stati Uniti, anche perché in ballo non ci sono solamente i dazi di settore, ma la ridiscussione del Cusma che sta andando avanti senza significativi progressi.
Proprio su questo fronte è da registrare il viaggio di ieri a Washington di Dominic LeBlanc, il secondo nello spazio di pochi giorni. Il ministro che detiene la delega sul, Commercio Canada-Usa ha raggiunto ieri mattina la capitale americana per una serie di incontri accompagnato dal capo negoziatore sul rinnovo dell’accordo di libero scambio nordamericano, Janice Charette.
L’ufficio stampa del ministro non ha specificato se LeBlanc incontrerà il principale rappresentante al Commercio dell’amministrazione americana, Jamieson Greer, o se i meeting saranno con altri funzionari, ma il governo federale accoglie come un buon auspicio le frequenti visite a Washington. Non dobbiamo infatti dimenticare che la visita del ministro la scorsa settimana ha rappresentato il primo meeting in sette mesi, lungo i quali LeBlanc e Greer si erano sentiti solo telefonicamente. Insomma, qualcosa si sta muovendo, o almeno questa è la speranza del primo ministro in vista di un possibile sblocco dello stallo per il tanto agognato rinnovo del Cusma.

