A Roma il Cinema rinfresca il corpo e l’anima
TORONTO – Quando Marlon Brando ebbe la sua famosa “reazione vesuviana” sentendo la propria voce doppiata inaspettatamente a una prima di Roma nel 1954, uscì dal teatro per sfuggire all’imbarazzo. Voleva la realtà. Oggi, settantadue anni dopo, i romani comuni si riversano in quegli stessi esatti teatri per una fuga completamente diversa – non da un “abominevole affronto” al cinema, ma da un clima rovente che scioglie le strade fuori.
Mentre un’ondata di caldo estiva incessante scatena allerte massime in tutta Italia, l’amministrazione comunale romana ha lanciato un esperimento radicale di salute pubblica chiamato “Il Grande Freddo”.
La città sta trasformando 11 cinema commerciali in “rifugi climatici” designati e climatizzati. Un colpo di scena che nemmeno i più appassionati di cinema avevano previsto: il cinema pomeridiano gratuito sarebbe diventato la medicina primaria dispensata ai cittadini esausti dal caldo.
Oltre a essere una soluzione infrastrutturale, l’iniziativa sta anche riconquistando il contratto sociale originale del cinema.
Il programma ha ufficialmente dato il via alle proiezioni pomeridiane con Paola Cortellesi’s C’è Ancora Domani, la commedia-drammatica bellica del 2023 che ha battuto record al botteghino in tutta Europa.
Una scelta azzeccata. Proprio come i registi italiani del dopoguerra si affidavano a telecamere improvvisate e rumorose per la pura sopravvivenza, la Roma moderna sta riutilizzando i suoi spazi cinematografici storici per aiutare i più vulnerabili a sopravvivere alla minaccia climatica attuale.
Registi, esercenti e attori hanno celebrato il trasferimento, osservando che, sebbene il cinema sia sempre stato un rifugio per l’anima, ora è letteralmente un rifugio per il corpo.
I creatori locali, presenti a recenti panel del settore, hanno osservato che guardare un film collettivamente in una camera buia crea una connessione umana condivisa che la visione domestica semplicemente non può replicare.
Quell’elemento psicologico è del tutto intenzionale. Il Consigliere per la Cultura di Roma, Massimiliano Smeriglio, ha sottolineato che l’obiettivo del progetto è utilizzare il cinema per aiutare attivamente le persone a superare l’isolamento sociale causato dalle condizioni meteorologiche estreme.
Quando gli anziani vulnerabili si chiudono in appartamenti soffocanti per sfuggire al sole, il peso mentale può essere devastante quanto la disidratazione fisica.
Nonostante la proprietà di impianti di condizionamento in Italia – oltre la metà delle famiglie italiane ora dispone di aria condizionata – l’Italia soffre costantemente il tasso di mortalità dell’ondata di calore più alto d’Europa.
La combinazione di picchi letali di caldo mediterraneo e una popolazione che invecchia rapidamente crea una tempesta perfetta per una crisi sanitaria pubblica.
Per decenni, l’Italia ha trattato senza vergogna l’esperienza cinematografica come una forma d’arte e un punto di profondo orgoglio nazionale.
Trasformando la matinée in un servizio pubblico, Roma dimostra che una grande narrazione fa più che intrattenerci.
Mentre le temperature globali continuano a battere record, la città dimostra che una buona dose di comunità al buio può essere lo strumento definitivo per la sopravvivenza.
Massimo Volpe, autore di questo articolo, è un filmmaker e scrittore freelance di Toronto: scrive recensioni di film/contenuti italiani su Netflix




