Canada

Incendi, a Toronto l’aria peggiore al mondo. Più di cento i roghi attivi in Ontario

TORONTO – Dopo il caldo, il fumo: così tanto, da rendere la qualità dell’aria di Toronto la peggiore al mondo. È un’estate davvero rovente per la città che stamattina si è risvegliata avvolta da una “foschia” arancione che, da un certo punto in poi, ha offuscato completamente il Sole.

Motivo: il fumo proveniente dagli incendi boschivi che stanno imperversando da alcuni giorni nel nord-ovest dell’Ontario (come scriviamo nell’articolo in basso) si è spostato verso sud, rendendo la qualità dell’aria di Toronto la peggiore al mondo secondo il ranking di IQAir (aggiornato in tempo reale e consultabile qui), società che monitora la qualità dell’aria a livello globale.

Uno scorcio del cielo da Orfus Road, North York (Toronto), stamattina intorno alle ore 11 (foto: Marzio Pelù)

Fino al momento in cui scriviamo, Toronto è prima, e pure con distacco, nella classifica (negativa) mondiale (vedi il grafico sopra, “fotografato” alle ore 9.26 di stamattina), con un indice di 182, seguita da Kinshasha (Congo) e Delhi (India), entrambe a quota 153: per le tre città, l’indice numerico rientra nella categoria “unhealthy”, cioè quando la qualità dell’aria è nociva per tutti. Seguono nella classifica mondiale Dubai (Emirati Arabi Uniti) e Gerusalemme (Israele), rispettivamente con 144 e 135, cioè “unhealthy for sensitive groups”, vale a dire non salutare per i gruppi sensibili (bambini, anziani, donne in gravidanza, persone con asma o malattie cardiache).

Per la giornata di oggi, dunque, Environment Canada ha dovuto emettere due avvisi di allerta per Toronto (consultabili qui): uno di livello arancione per il fumo, uno di livello giallo per il caldo. L’allerta più grave è la prima: come spiega Environment Canada nell’avviso, “a causa dell’inteso fumo è a rischio la salute di tutti, indipendentemente dall’età o dallo stato di salute”, per cui “si raccomanda di: limitare il tempo trascorso all’aperto; rinviare od annullare attività sportive ed eventi all’esterno; tenere porte e finestre chiuse il più possibile; usare, se disponibile, un purificatore d’aria o filtri ad alta efficienza”. Inoltre, le persone più vulnerabili (anziani, donne in gravidanza, bambini piccoli, persone con malattie croniche e chi lavora all’aperto) dovrebbero evitare qualsiasi attività fisica intensa all’esterno e consultare un medico in caso di sintomi”. Sintomi che, spiega ancora Environment Canada, sono: irritazione agli occhi, al naso ed alla gola; mal di testa; tosse lieve. Nei casi più gravi possono comparire: respiro sibilante, dolore al petto e tosse intensa.

E se è indispensabile uscire, è consigliabile ridurre al minimo il tempo all’aperto ed indossare una mascherina filtrante “N95” (od equivalente) ben aderente al viso, “che può ridurre l’inalazione delle particelle fini, pur non eliminando completamente i rischi”.

Naturalmente, la contestuale allerta per il caldo – seppure meno grave – per temperature fino a 33° ed elevati livelli di umidità, contribuisce a peggiorare ulteriormente la situazione, poiché “L’aria calda e umida può peggiorare la qualità dell’aria e far sì che l’Indice di Qualità dell’Aria raggiunga livelli di rischio elevato.

Purtroppo, la situazione è destinata a protrarsi: secondo Environment Canada, infatti, dovrebbe migliorare soltanto a partire da venerdì mattina. Sempre che gli incendi concedano una tregua.

Più di cento i roghi attivi in Ontario

TORONTO – Sono più di 100 gli incendi boschivi che continuano a bruciare nel nord-ovest dell’Ontario, minacciando alcune comunità e producendo un’enorme quantità di fumo. Molti di essi sono fuori controllo, a causa del caldo estremo, delle condizioni di siccità e dei forti venti.

Gli incendi stanno divampando in diversi distretti, tra cui Nipigon, Sioux Lookout, Red Lake, Dryden, Fort Frances e nelle aree lungo il confine tra Ontario e Minnesota. Una significativa attività di incendio è stata segnalata anche vicino al Parco Provinciale di Wabakimi, al Parco Provinciale di Quetico, al Lago Nipigon, a Lac la Croix, ad Armstrong, alla Whitesand First Nation ed in diverse comunità indigene remote.

Negli ultimi giorni alcuni incendi si sono rapidamente estesi: alcuni si sono uniti formando complessi di roghi più grandi, mentre altri hanno attraversato il confine dal Minnesota, USA, verso l’Ontario. Le risorse antincendio provinciali continuano a concentrarsi sulla protezione delle comunità, delle infrastrutture essenziali e delle vie di trasporto, mentre ulteriori squadre stanno arrivando per dare manforte.

Le città e le aree interessate dagli incendi nel nord-ovest dell’Ontario includono Armstrong, Collins First Nation (Namaygoosisagagun First Nation), Area di Cushing Lake, Gakijiwanong Anishinaabe Nation (Lac La Croix First Nation), Gull Bay First Nation (Kiashke Zaaging Anishinaabek), Ignace, Lac des Mille Lacs First Nation, Area di McDowell Lake, Pickle Lake Parco Provinciale di Quetico, Thunder Bay, Upsala, Parco Provinciale di Wabakimi e Whitesand First Nation.

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