Droghe, impennata delle overdose dopo lo “stop” ai centri di consumo assistito
TORONTO – È allarme overdose in quattro città dell’Ontario: secondo un’analisi dei dati condotta dalla CBC, nei primi cinque mesi del 2026, le chiamate per sospetto avvelenamento da oppioidi sono aumentate del 20% a Thunder Bay, del 52% a Ottawa (qui il dato include anche i casi non collegati agli oppioidi), del 115% a Toronto e del 199% a Hamilton rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (da gennaio a maggio) – per il dettaglio dei numeri, vedi il grafico sopra, CBC.ca/news.
Come scrive l’autrice del servizio della CBC (qui), Ariel Tozman, sebbene i dati non indichino con certezza le cause di questi aumenti, ricercatori, operatori sanitari e sostenitori della riduzione del danno suggeriscono che la crescente tossicità del mercato delle droghe (dopo il fentanyl, è la volta della medetomidina, un tranquillante veterinario) e la chiusura dei siti di consumo supervisionato negli ultimi due anni potrebbero essere fattori determinanti. In precedenza, l’Ontario disponeva di 17 siti di consumo supervisionato (SCS), dove le persone potevano assumere le proprie droghe sotto la supervisione di operatori sanitari qualificati. Ma una legge approvata nel 2024 ha disposto la chiusura di 10 di questi siti, situati vicino a scuole ed asili, entro marzo 2025, vietando inoltre l’apertura di nuove strutture. Poi, nel marzo 2026 la Provincia ha annunciato l’interruzione immediata dei finanziamenti anche per i restanti siti di consumo supervisionato e gli ultimi due hanno chiuso a Toronto il mese scorso (ora restano solo quelli finanziati privatamente che sono tre). La maggior parte degli ex siti (pubblici) è quindi stata convertita dalla Provincia in Homelessness and Addiction Recovery Treatment (HART) Hubs: questi centri seguono un modello basato sull’astinenza ed offrono servizi di trattamento e recupero, anziché spazi supervisionati per l’iniezione delle sostanze.
La situazione, però, sarebbe peggiorata invece che migliorare. Secondo una lettera aperta indirizzata al premier Doug Ford ed alla ministra della Salute Sylvia Jones dalla Canadian Drug Policy Coalition (qui), dopo la chiusura dei siti di consumo supervisionato nel 2025, i dati provinciali mostrano un aumento del 69,5% degli interventi dei servizi di emergenza e del 67% degli accessi ai pronto soccorso per overdose da oppioidi, oltre ad un incremento dei decessi avvenuti in abitazioni private e spazi pubblici all’aperto.
Secondo Medora Uppal, CEO di YWCA Hamilton – che gestisce un programma di consumo supervisionato – con il modello HART molte persone sono meno propense ad accedere ai servizi se temono di essere costrette a fare un trattamento per il quale non si sentono pronte. «È difficile convincere qualcuno che sta facendo uso attivo di droghe… inoltre questo aggrava ulteriormente il loro trauma, il senso di vergogna e può persino aumentare il consumo di sostanze», ha spiegato alla CBC. Ed è ciò che è avvenuto a Thunder Bay, dove il tasso di overdose da oppioidi pro capite è arrivato a essere cinque volte superiore alla media provinciale: lì, l’unico sito di consumo supervisionato della città, Path 525, ha chiuso nel marzo 2025 ed è stato trasformato in un HART Hub.
Ma il governo dell’Ontario va avanti: in una dichiarazione inviata via e-mail alla CBC, un portavoce della ministra della Salute ha affermato che il governo dell’Ontario sta aiutando le persone ad interrompere il ciclo della dipendenza da droghe «invece di fornire loro strumenti per consumare droghe illegali e dannose» e ha sta «investendo 560 milioni di dollari per realizzare 29 HART Hubs».
Secondo il governo provinciale, da quando i primi HART Hubs hanno aperto il 1º aprile 2025, i dati dell’Ufficio del Chief Coroner mostrano una diminuzione del 41% dei decessi correlati agli oppioidi. Secondo un rapporto del Centre on Drug Policy Evaluation, invece, tra marzo 2020 e novembre 2024 le strutture di consumo supervisionato dell’Ontario hanno invertito con successo circa 22.000 overdose.
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