Italia

Strage di Viareggio, condanne definitive dopo diciassette anni

VIAREGGIO – Diciassette anni. Sono quelli che ci sono voluti per arrivare ad una sentenza definitiva in Cassazione per l’incidente ferroviario del 29 giugno 2009 di Viareggio, in Toscana. Un incidente nel quale il deragliamento di un treno trasportante gpl, causato dalla rottura di un assile con un vagone cisterna che andò poi a squarciarsi in un picchetto segnaletico, causò la morte di 32 persone. Iniziarono subito le indagini, poi l’incidente probatorio e quindi la prima udienza del processo, il 13 novembre del 2013, che ne ha viste poi più di 200 e numerosi gradi di giudizio prima di arrivare alla parola fine.

“Sembrava non finisse mai – ha detto Daniela Rombi, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime Il Mondo che Vorrei, poco dopo la sentenza – abbiamo passato quasi 17 anni in tensione, dove ogni giorno ci aspettavamo potesse accadere qualcosa. È finita con le condanne e la giustizia, anche se parziale, è arrivata”.

Il processo fu ‘europeo’. I 14 carri cisterna che componevano il treno, vedevano il primo carro immatricolato dalla compagnia ferroviaria polacca Pkp e revisionato il 2 marzo 2009 dall’italiana Cima Riparazioni Spa, altri 13 revisionati dalle ferrovie tedesche (Deutsche Bahn) mentre sui carri erano montate altrettante cisterne della multinazionale statunitense Gatx, che tramite la controllata austriaca Kvg le aveva date in locazione alla italiana Fs Logistica. L’assile che rompendosi per fatica ha causato il deragliamento era stato controllato dall’officina tedesca Jungenthal.

Ne emerse una situazione sulla sicurezza ferroviaria allarmante, numerosi incidenti precedenti in cui si sfiorò la tragedia, problemi sulla tracciabilità del materiale rotabile europeo, mancanza di regole precise per i controlli coi detentori dei carri che potevano “definire autonomamente le regole di manutenzione” come sottolineò Angelo Laurino, ispettore della polizia ferroviaria alla giornalista Donatella Francesconi, perita un anno fa e di grande aiuto agli inquirenti coi suoi articoli. Lo stesso assile che si ruppe a Viareggio viaggiava con una ‘cricca’.

Insieme ad uscite come quella dell’ex amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, che definì l’incidente ‘Uno spiacevolissimo episodio’ durante una audizione in Senato – e di cui l’imprenditore Diego Della Valle disse in aula che “in ferrovia non si muoveva foglia che non fosse stato deciso da Moretti, su qualsiasi aspetto, dalla pubblicità alla gestione della rete” – nei 17 anni arrivarono notizie come il licenziamento del ferroviere Riccardo Antonini, schieratosi insieme ad altri ferrovieri a fianco dei familiari. “Aver licenziato un ferroviere perché si è messo a disposizione gratuitamente dei familiari è una cosa che addolora non me ma il senso civile – osserva Antonini – La sentenza della Cassazione è una condanna mite rispetto a quanto avvenuto, ma politicamente molto importante”.

Ad essere stati condannati l’ex ad di Fs Moretti (5 anni), Michele Mario Elia, ex ad di Rfi (4 anni, 2 mesi e 20 giorni), Mario Paolo Pizzardini manager di Cima Riparazioni (2 anni 10 mesi e 20 giorni), Daniele Gobbi Frattini, responsabile tecnico Cima riparazioni (2 anni, 10 mesi e 20 giorni), Johannes Mansbart, manager Gatx Rail Austria (5 anni e 4 mesi). Roman Meyer, responsabile flotta carri di Gatx Austria (5 anni, 6 mesi e 20 giorni), Rainer Kogelheide, ad di Gatx Rail Austria, (6 anni), Uwe Kriebel, operaio officina Junghental addetto ai controlli (4 anni, 5 mesi e 10 giorni), Helmut Broedel, funzionario dirigente officina Junghental (4 anni, 5 mesi e 10 giorni), Andreas Schroeter, tecnico di Junghental (4 anni e 8 mesi) e Peter Linowski, ad di Gatx Rail Germania (6 anni).

“Familiari e parti civili hanno sempre cercato verità, non vendetta – spiega Tiziano Nicoletti, avvocato dei familiari – Il nostro dovere, ora, è mettere a disposizione quel che abbiamo imparato e fare in modo che non accada mai più un’altra strage di Viareggio che, sicuramente, non è stato ‘uno spiacevolissimo episodio’ ma un disastro annunciato”.

Articolo di Francesco Bertolucci

Francesco Bertolucci (nella foto) è un giornalista viareggino che ha seguito la strage sin dalla notte dell’esplosione ed è anche co-autore, con il collega e concittadino Giovanni Lorenzini, del libro “Uno spiacevolissimo episodio”

La foto dell’incendio alla stazione di Viareggio, in alto, è tratta da Wikipedia (qui), ed è stata scattata la notte del 29 giugno 2009: oggi è l’anniversario della strage

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