Canada

“Un dibattito d’emergenza sulla recessione”

TORONTO – Un dibattito d’emergenza alla Camera sulla recessione. È quanto ha chiesto ieri Pierre Poilievre in una lettera aperta al primo ministro Mark Carney, sulla scia dei dati pubblicati venerdì scorso sa Statistics Canada che hanno certificato come il nostro Paese sia entrato in una fase di recessione. O meglio, di recessione tecnica, perché in realtà i numeri di StatCan dipingono uno scenario ben preciso: ci troviamo in una situazione di stallo, dove il Prodotto interno lordo rallenta e la crescita non ha più lo slancio del 2025. In ogni caso per recessione tecnica si intende la presenza di due trimestri consecutivi in declino.

Stando ai dati di Statistics Canada, nei primi tre mesi del 2026 il Pil ha subito una contrazione dello 0,1 per cento che segue il segno meno che era stato registrato nell’ultimo trimestre dello scorso anno. Gli economisti in questi giorni hanno minimizzato il dato, parlando appunto di “recessione tecnica e non reale”, che potrebbe addirittura non risultate con i futuri aggiustamenti di StatCan sui dati che sono ancora parziali e non definitivi.

Ma in ogni caso cresce l’allarme nelle stanze del potere a Ottawa e ovviamente il leader dell’opposizione ha puntato il dito contro il primo ministro, bocciando la sua agenda economica.

Poilievre, nella sua lettera aperta indirizzata a Carney, sottolinea come il Canada in questo momento sia l’unico Paese del G7 ad essere entrato in recessione. “Il primo ministro ha promesso che avrebbe portato l’economia in più rapida crescita nel G7. Invece, ha regalato l’unica recessione nel G7. Le scuse sui dazi e la guerra in Iran non funzionano nemmeno. Tutti gli altri Paesi del G7 devono affrontare i dazi e la guerra. Nessuno di loro – nemmeno uno – è in recessione. Solo il Canada”.

Ma non solo. Secondo il leader del Partito Conservatore ci sono numerisi indicatori economici che accompagnano la recessione tecnica e che potrebbero aggravare la situazione nell’immediato futuro. “Prima di liquidare la questione come una questione tecnica – si legge nella lettera – solo questo mese emergono molti altri fatti che indicano una recessione: 112.300 perdite di posti di lavoro solo nei primi tre mesi di quest’anno, con altri 45.800 canadesi disoccupati da quando sei diventato Primo Ministro. Il secondo tasso di disoccupazione più alto nel G7, un terzo superiore rispetto agli Stati Uniti.L’economia si è ritratta in tre dei quattro trimestri in cui sei stato al potere. Nessun altro paese del G7 ha mai avuto una cosa simile. Gli investimenti delle imprese sono diminuiti dell’ulteriore 0,7%, il quinto calo trimestrale consecutivo. Oltre 20 miliardi di dollari di investimenti netti sono spariti dalla nostra economia (109,3 miliardi sono andati via e solo 88,4 miliardi sono tornati)”.

Poilievre ha ricordato come “Equifax ha riportato che i volumi di insolvenza sono aumentati a livelli non visti dal 2009, quasi del 19 per cento su base annua. 1,5 milioni di canadesi hanno mancato il pagamento del debito solo nei primi tre mesi di quest’anno, con tassi di insolvenza ipotecaria che sono aumentati del 32 per cento su base annua”.

Insomma, per Poilievre “è giunto il tempo di invertire la rotta. Discorsi, falsi protocolli d’intesa, documenti di discussione, annunci, copertura mediatica a pagamento e altre illusioni non invertiranno il danno né fermeranno l’emorragia economica. Chiedo un dibattito parlamentare d’emergenza con l’obiettivo di trovare le misure necessarie per uscire dalla crisi”.

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