Librissimi: il potere delle parole, e dei libri
TORONTO – È stato un fine settimana piuttosto straordinario, in cui autori e libri sono stati messi in mostra per la comunità italo-canadese. Di solito, eventi di questo tipo si sviluppano attorno a pile di pubblicazioni inerti strategicamente disposte per incentivare le vendite. In questa occasione, invece, seminari didattici e interpretativi sono stati parte integrante dell’iniziativa stimolante della “convention” Librissimi. Le parole di apertura sono state pronunciate, venerdì sera, dal Console Generale Luca Zelioli.
Sia nella sostanza che nello stile, i seminari e l’intervento iniziale sono stati come una boccata d’aria fresca in un clima educativo appesantito dal recente dibattito su lingua, finalità e identità nelle scuole cattoliche di Toronto e oltre. Il Dottor Zelioli, uomo colto e diplomatico abile, è stato troppo accorto per immergere sé stesso e l’Italia nelle “questioni interne” del Paese ospitante. Io non ho tali restrizioni.
L’apparente “fretta” di legittimare, per ragioni contabili, l’eliminazione del Programma di Lingue Internazionali (finora principalmente italiano) — senza dati a supporto dei fattori di costo — priverà studenti e genitori di quel “legame” con un’esperienza materna condivisa, racchiusa nel concetto di Mater et Magistra, un ruolo un tempo attribuito alla Chiesa cattolica per i suoi fedeli nella Costituzione canadese. In sintesi, Anna Maria Farabbi, proveniente dall’Umbria e relatrice di un seminario, ha illustrato come e perché l’evoluzione del vocabolario rifletta così profondamente le esperienze (geografiche, sociologiche, psicologiche, emotive, ecc.) che ci vengono trasmesse attraverso le nostre madri. Gli scrittori talentuosi del Belpaese hanno proprio in esse l’ispirazione per vocabolario e struttura delle frasi.
Zelioli (nella foto qui sopra) ha espresso così l’“obbligo” — più un’ispirazione all’azione — dei governi, incluso il suo: “Sono particolarmente lieto che il Consolato Generale abbia potuto nuovamente sostenere un’iniziativa che riconosce i talenti linguistici dei giovani alunni e studenti che studiano italiano nelle scuole dell’Ontario. È un’occasione per riaffermare l’importanza di preservare e promuovere lo studio delle lingue internazionali, in linea con i valori fondamentali del multiculturalismo canadese. È quindi mio auspicio che le recenti decisioni prese a Toronto, motivate da comprensibili considerazioni finanziarie ma che vanno nella direzione opposta, possano essere riconsiderate alla luce del forte carattere multiculturale di questa provincia. Celebriamo il mondo dei libri e ringraziamo Librissimi per aver reso possibile tutto questo”.
Lontano dai microfoni, mi sembra di aver notato nel Console Generale un velato disappunto per il fatto che il TCDSB abbia scelto di abbandonare una collaborazione produttiva ed efficace nel processo di apprendimento e integrazione, prima con gli italiani, poi con portoghesi, ucraini, filippini e cinesi.
Altri Provveditorati si sono invece attivati: lo York Catholic District School Board, guidato con competenza da Maria Iafrate e supportato da partner del settore privato (Italia Lingua Cultura), dallo chef Luciano Schipano (che è anche presidente di Heritage Calabria), e da Bob Sacco della CIBPA.
I risultati? Bambini entusiasti e orgogliosi di aver creato un legame più stretto con le proprie famiglie e amicizie, e di aver scoperto il valore che la lingua offre loro anche in prospettiva futura. È sufficiente? L’artista, musicista e personaggio dei media Frank Moyo, che ha partecipato a “Canada’s Got Talent”, pensa di sì.
Traduzione in Italiano – dall’originale in Inglese – a cura di Marzio Pelù
Nella foto in alto, gli studenti premiati; qui sotto, una fotogallery dell’evento (foto: Corriere Canadese)





















