Canada: nuovi immigrati più poveri, ‘veterani’ più ricchi
TORONTO – Il divario di ricchezza tra immigrati e famiglie canadesi resta ampio, ma chi è in Canada da più tempo supera chi è nato nel Paese: è quanto emerge da uno studio di Statistics Canada che analizza l’evoluzione tra il 2016 e il 2023 della ricchezza tra famiglie immigrate e famiglie nate in Canada, distinguendo tra immigrati recenti (0‑9 anni nel Paese) e immigrati di lunga data (10 anni o più).
Prendendo a titolo di esempio soltanto alcuni dei moltissimi dati presenti nello studio (consultabile integralmente qui), nel 2023, le famiglie immigrate recenti avevano una ricchezza mediana di 132.300 dollari, meno della metà rispetto ai 293.900 dollari delle famiglie canadesi nella stessa fascia d’età (25‑44 anni). In termini assoluti, il divario è quindi di 161.600 dollari, in crescita rispetto agli 86.200 dollari del 2016 e ai 130.000 dollari del 2019.
Tra gli immigrati recenti, le famiglie con laurea possiedono più ricchezza rispetto a quelle senza laurea, ma la differenza rispetto ai coetanei canadesi resta consistente in entrambi i casi.
Situazione opposta per gli immigrati di lunga data (di età 35‑64 anni). Nel 2023 la loro ricchezza mediana era di 751.500 dollari, superiore ai 608.400 dollari delle famiglie canadesi della stessa fascia d’età. Questo vantaggio, pari a 143.100 dollari, è concentrato soprattutto tra chi non ha un titolo universitario, mentre tra i laureati le famiglie immigrate restano leggermente indietro, anche se il divario si è ridotto rispetto al 2016.
La componente principale della ricchezza (che non è il reddito, ma è ciò che una famiglia possiede, meno ciò che deve: include case, conti bancari, investimenti, pensioni private, altri beni, meno i debiti) è rappresentata dalla cosiddetta “equity” nella residenza principale, vale a dire la parte di proprietà effettiva della casa che la famiglia possiede (in pratica: il valore della casa meno il debito residuo sul mutuo). Ebbene: gli immigrati recenti possiedono meno capitale immobiliare rispetto ai canadesi, mentre gli immigrati di lunga data ne hanno di più, anche se il loro vantaggio si è leggermente ridotto.
Infine, sul fronte delle pensioni private, entrambe le categorie di immigrati restano indietro: il gap con le famiglie canadesi è stabile per i nuovi arrivati e diminuito per gli immigrati di lunga data.
In sintesi, lo studio mostra che chi arriva in Canada deve affrontare anni iniziali più difficili dal punto di vista patrimoniale, mentre chi rimane nel Paese a lungo può recuperare e superare i “nativi” in termini di ricchezza mediana.
Foto di Andre Furtado da Unsplash
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