Dati lavoro, grana per Carney: mai così male in quattro anni
TORONTO – I dati sul fronte occupazionale preoccupano il governo. Secondo Statistics Canada a febbraio in Canada sono stati bruciati circa 85mila posti di lavoro, 73mila di questi nel settore privato. Un salasso lavorativo che non ha precedenti negli ultimi quattro anni: per trovare valori così negativi bisogna tornare indietro in piena pandemia.
Il calo occupazionale ha logicamente avuto un riflesso anche sul tasso di disoccupazione, che passa dal 6,5 al 6,7 per cento. La creazione di 10mila posti di lavoro – dice l’istituto nazionale di statistica – non ha bilanciato il crollo occupazionale, che ha interessato soprattutto il Quebec e la British Columbia.
A soffrire sono stati un po’ tutti i comparti produttivi del nostro tessuto economico, dalla vendita al dettaglio al manifatturiero, passando per il settore edilizio mentre è significativo anche il dato sulle fasce d’età, dove il calo ha interessato 47mila lavoratori giovani o relativamente giovani (15-24 anni d’età).
Il primo ministro Mark Carney, in Norvegia per il Summit Canada-Paesi Nordici, ha minimizzato i nuovi numeri riportati da StatCan. “Se guardiamo alle performance del mercato del lavoro negli ultimi sei mesi, abbiamo creato oltre 80.000 posti”, ha sottolineato il primo ministro.
“Gli Stati Uniti hanno creato 6.000 posti di lavoro. Gli Stati Uniti — 11 volte la dimensione della nostra economia. I salari in Canada stanno crescendo al 4,2 per cento, la crescita salariale più rapida degli ultimi anni. La disoccupazione — 6,7 per cento — è inferiore al livello di quando sono entrato in carica un anno fa”. Sta di fatto che i nuovi dati occupazionali indicano un trend negativo che potrebbe avere delle conseguenze significative sulle future politiche monetarie di Bank of Canada: Tiff Macklem dovrà decidere se mantenere invariati i tassi d’interesse o se optare per un nuovo giro di vite.
In alto, Mark Carney con i premier dei Paesi scandinavi al Summit Canada-Paesi Nordici (foto: X – Carney)

