Toronto

Crescita zero e meno immigrati: effetti già visibili su affitti e vendite

TORONTO – Gli effetti del rallentamento della crescita della popolazione iniziano ad emergere in alcuni settori dell’economia canadese, più di un anno dopo che il governo federale ha ridotto i target sull’immigrazione.

Quest’anno – come già evidenziato dall’ultimo “Immigration Levels Plan” del governo federale, qui il nostro articolo precedente – sarà probabilmente il secondo anno consecutivo senza crescita demografica, dopo il taglio ai target (vale a dire: studenti internazionali e lavoratori temporanei) deciso sedici mesi fa, e meno persone nell’economia significano minore spesa complessiva, anche per gli affitti e le compravendite delle case.

Uno degli effetti più evidenti riguarda proprio il mercato degli affitti, come spiega Shelly Kaushik, economista senior di BMO Capital Markets, a The Canadian Press. «Uno degli effetti più rapidi che abbiamo osservato è il rallentamento dei prezzi degli affitti a livello nazionale, soprattutto in Ontario e British Columbia, dove la presenza di studenti internazionali è più consistente», afferma.

Secondo Rentals.ca e Urbanation, gli affitti richiesti sono calati del 2% su base annua a gennaio, segnando il sedicesimo mese consecutivo di calo annuale. Marc Ercolao, economista di TD Bank, prevede che i prezzi degli affitti possano ristagnare fino al 2028, quando la crescita della popolazione dovrebbe normalizzarsi. «Stiamo entrando in una fase di stagnazione reale nel mercato immobiliare, che potrebbe durare fino al prossimo anno, in parte per effetto della dinamica demografica», afferma. Ercolao evidenzia – parlando con The Canadian Press – che il calo della domanda si riflette anche sul mercato secondario degli affitti e sulla diminuzione dell’attività degli investitori, che potrebbe frenare le nuove costruzioni.

Cynthia Leach, vicecapo economista della Royal Bank of Canada, sottolinea che, sebbene si tratti di un aggiustamento una tantum, il Canada non ha mai sperimentato prima un calo della popolazione di questa portata. «Questo può influenzare la percezione della solidità dell’economia e la propensione delle persone a spendere», dice a The Canadian Press.

Kaushik aggiunge che la crescita economica è più lenta di quanto dovrebbe essere: «Una parte della capacità produttiva dipende dalla popolazione e, se questa rallenta, rallenta anche la crescita potenziale.» I numeri lo confermano: Statistics Canada riporta che il PIL reale è cresciuto dell’1,7% nel 2025, in calo rispetto al 2% dei due anni precedenti, segnando il ritmo più lento dal 2016, escluso il periodo pandemico.

Foto di Maria Ziegler da Unsplash

Dichiarazioni da The Canadian Press / CTV

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