Canada

Ottawa, ritorna sul tavolo l’ipotesi di elezioni anticipate

TORONTO – Tornare alle urne, con l’obiettivo di garantirsi una maggioranza assoluta alla Camera dei Comuni. È questo una delle ipotesi che è tornata circolare con insistenza nelle stanze del potere a Ottawa, un’opzione che ha ripreso quota dopo quanto è stato rivelato dal Globe and Mail riguardo il meeting tra Mark Carney e Doug Ford del 26 gennaio: nell’incontro, il primo ministro e il premier dell’Ontario avrebbero affrontato l’argomento e questo verrebbe confermato da tre diverse fonti. Ufficialmente, invece, l’entourage di Carney smentisce categoricamente quanto è stato scritto, ribadendo l’impegno del primo ministro andare avanti senza dover fare ricorso al voto anticipato.

Ma per quale motivo il leader liberale vorrebbe tornare alle urne, a un anno di distanza dal voto federale dell’aprile 2025? La ragione sta tutta nei numeri. Quella dello scorso anno, infatti, è stata una vittoria dimezzata, con i liberali che non sono stato in grado di conquistarsi la maggioranza assoluti dei seggi alla House of Commons, ma una semplice maggioranza relativa. Questo si traduce con un’azione di governo azzoppata, con l’esecutivo che per poter continuare a sopravvivere deve passare attraverso le Forche Caudine del voto parlamentare per ogni singolo provvedimento economico, con il quale scatta automaticamente la questione di fiducia.

Il destino del governo, quindi, è affidato al comportamento delle opposizioni, che possono decidere in linea teorica di staccare la spina in qualsiasi momento. E a nulla è valsa la “campagna acquisti parlamentare del primo ministro, che ha portato due deputati conservatori a passare dall’altra parte della barricata e a entrare nel Partito Liberale. Le dimissioni da alcuni deputati di peso – Chrystia Freeland e Bill Blair, tra gli altri – hanno di fatto azzerato i progressi numerici alla Camera. Da qui la tentazione del colpo di mano, con un repentino ritorno alle urne in una fase in cui la popolarità del primo ministro è molto alta, a differenza di quella del leader dell’opposizione Pierre Poilievre che ancora non riesce a sfondare nell’elettorato canadese.

Carney cercherebbe quindi un mandato chiaro e preciso per poter affrontare la trattativa sul rinnovo del trattato Cusma con gli Stati Uniti e il Messico, un negoziato che per il nostro Paese avrà delle conseguenze importantissime. Resta da capire, però, quando il primo ministro potrebbe fare ricorso al voto anticipato. I tempi sono abbastanza stretti, con la trattativa per il Cusma che è già iniziata a livello di sherpa. In secondo luogo bisognerebbe vedere quale sarà la reazioni dell’amministrazione americana, che in tutti questi mesi non si è certo tirata indietro di fronte ai segni di debolezza del governo di Ottawa. E il ritorno alle urne potrebbe proprio essere interpretato come un chiaro segno di debolezza sul quale capitalizzare ancora una volta.

In alto: Mark Carney e Doug Ford nel vertice con gli altri premier (foto: X – Carney)

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