YCDSB: attacco premeditato o golpe?
TORONTO – Non è un segreto che il Corriere sia diventato noto per la sua copertura delle questioni legate all’istruzione. Più precisamente, per aver seguito gli attacchi continui contro l’istruzione cattolica – riconosciuta come parte di un accordo costituzionale che ha permesso la nascita del Canada – e lo sviluppo del programma scolastico diurno di «Lingue internazionali». La necessità di quest’ultimo progetto appare ogni giorno più evidente, man mano che la composizione demografica del Canada evolve dal punto di vista linguistico, anche per effetto della crescente presenza numerica di quelle che vengono definite «nuove culture».
Ecco perché è fondamentale avere una visione chiara e adeguatamente finanziata delle strategie educative, capace di proteggere, sostenere e formare cittadini responsabili, dotati delle competenze necessarie per sopravvivere, adattarsi e guidare tutti noi verso il futuro. Non è un compito da poco. Il Canada è stato costruito sul principio di valorizzare le differenze, favorendo al tempo stesso l’integrazione e il contributo di tutti. Affidiamo questo compito a persone elette o eleggibili (che rispettino principi fondamentali quali trasparenza, responsabilità e meritocrazia…). Il risultato, tuttavia, non sempre riceve un consenso unanime.
Parlando sulla base dell’esperienza di chi, negli ultimi otto anni, ha partecipato a numerose riunioni del Provveditorato cattolico di York (York Catholic District School Board – YCDSB), ritengo di poter esprimere un giudizio sull’efficacia, sulle capacità, sullo stile e sulla dedizione sia dei membri del Consiglio dei Fiduciari (Trustees) sia dei dirigenti scolastici, per quanto riguarda le esigenze degli studenti, la competenza del personale, le strategie educative e lo sviluppo dei programmi (per inciso, possiedo un Master in Amministrazione, sono abilitato a tutti i livelli dei diversi ordini scolastici e ho l’esperienza di chi ha contribuito a «costruire scuole» in un sistema scolastico cattolico ancora in fase di sviluppo).
Lo YCDSB, uno degli ultimi Provveditorati ad essere stato «sospeso» e posto sotto commissariamento dal ministro Calandra per non aver raggiunto gli obiettivi da lui fissati in materia di liquidità finanziaria, ha visto l’elezione di alcuni candidati che hanno contribuito a eliminare un po’ di «zavorra». Ma ha anche permesso che due fiduciari scolastici venissero eletti per acclamazione, senza opposizione: Di Meo e la presidente Iafrate.
Di Meo, pur essendo relativamente nuovo nel ruolo, ha dimostrato competenza e buone prospettive. La presidente Iafrate, ex dirigente bancaria di medio-alto livello, ha invece mostrato una scrupolosità ed un senso del dovere particolarmente rigorosi nella pianificazione e nella gestione. I dirigenti di alto livello (direttori e sovrintendenti) mal tolleravano le sue domande e le sue continue richieste di chiarimenti.
L’ultimo direttore, John De Faveri, ha presentato contro di lei un esposto per violazione del codice di condotta. La vicenda è stata riportata dallo Star e da una sua testata locale in un articolo pubblicato il 30 ottobre, intitolato «Presidente sanzionata per commenti denigratori».
Durante una conversazione a porte chiuse, avvenuta circa undici mesi fa (il signor De Faveri non ricopre più l’incarico da gennaio), lei si sarebbe riferita a lui definendolo un lurido pezzo di m***a.
È stata avviata un’indagine su nove contestazioni. Un Commissario per l’Integrità ha presentato una relazione al Supervisore, concludendo che la presidente aveva violato il codice di condotta in tre dei nove punti contestati. Tuttavia, nella relazione non sono state identificate le fonti (due delle quali risultavano oscurate) né è stata valutata l’attendibilità dei testimoni.
Ma c’è dell’altro. Contrariamente a quanto inizialmente riportato, De Faveri è rimasto effettivamente in servizio fino al 30 giugno e continua a ricoprire il ruolo di consulente speciale del commissario straordinarioSupervisore. Inoltre, non si è astenuto dal partecipare all’indagine che lo riguardava. Cliccate qui per leggere tutte le domande che abbiamo rivolto al direttore delle comunicazioni del Provveditorato in merito alla vicenda.
Da parte sua, rispondendo alle accuse, comprese quelle relative alle motivazioni e al tempo trascorso dai fatti, la presidente è stata categorica: «Sono una donna, una madre, una cattolica, un’ex bancaria in pensione e una presidente di questo Provveditorato dannatamente brava nel mio lavoro. Calandra deve ai genitori della Regione di York il ripristino del nostro Provveditorato, affinché io possa tornare a svolgere il mio incarico».
A me sembra che i cattolici di York, e in particolare gli italiani (soprattutto i ciociari), abbiano finalmente una vera paladina. Che cosa stanno facendo per sostenerla?
Nella foto in alto: il Cardinale Frank Leo e Maria Iafrate, Chair dello YCDSB e rappresentante di “ItaliaLinguaCultura”
More Articles by the Same Author:
- “Hatchet Job” or pre-emptive coup at YCDSB?
- Recognizing and Celebrating Medical Science Research and Innovation – an Italian Canadian star
- Riconoscere e celebrare la ricerca e l’innovazione in campo medico: Bisleri, una star italo-canadese
- Diplomacy, Political Agenda and Community Leadership
- Diplomazia, agenda politica e leadership comunitaria

