Tumbler Ridge, la Polizia diffonde la foto di Jesse tre giorni dopo la strage
TORONTO – La Royal Canadian Mounted Police (RCMP) ha reso pubblica soltanto ieri pomeriggio, venerdì 13 febbraio, la fotografia confermata di Jesse Van Rootselaar, responsabile della strage avvenuta martedì 10 febbraio a Tumbler Ridge, British Columbia, in cui hanno perso la vita nove persone e ventisette sono rimaste ferite. La diffusione dell’immagine è avvenuta dunque tre giorni dopo l’attacco, con l’obiettivo – ha spiegato l’RCMP – di contrastare la circolazione di foto e informazioni non verificate sui social media.
In un comunicato ufficiale (qui), la stessa Polizia federale ha infatti scritto che “alcune coperture e post hanno incluso immagini di persone non collegate ai fatti. Desideriamo precisare che una persona in Ontario, con un nome simile alla persona associata al nostro caso, è stata ingiustamente accusata di essere responsabile. Zylee — questo non doveva succedere. Sappiamo che non sei coinvolta…” si legge nel comunicato dell’RCMP. Quel che è certo è che “questo” non sarebbe successo se la Polizia avesse diffuso, appena disponibile, la foto corretta di Jesse Van Rootselaar (qui sotto, dal comunicato dell’RCMP diffuso ieri pomeriggio). Una pronta pubblicazione della foto giusta su tutti i social media dell’RCMP e la distribuzione della stessa immagine a tutti gli organi di stampa avrebbe evitato la “gogna” mediatica che Zylee (la persona nelle due immagini in alto a sinistra) ha dovuto subire e sta ancora subendo in tutto il mondo: come riportato da AFP Fact Check (qui), le immagini di Zylee “si sono diffuse anche con didascalie in cinese, giapponese, greco, tedesco, portoghese e francese, che (la) indicavano come responsabile della strage. Diversi media che hanno coperto la sparatoria hanno pubblicato foto della stessa persona, tra cui The Times of India e alcuni servizi del broadcaster pubblico CBC/Radio-Canada, che sono stati successivamente rimossi”.
Intanto, gli agenti ed i Servizi di Identificazione Forense (Forensic Identification Services) dell’RCMP stanno ancora lavorando sulle due scene principali della strage: la Tumbler Ridge Secondary School ed un’abitazione vicina, oltre al veicolo collegato a Jesse, parcheggiato fuori dalla scuola. Le autopsie sulle nove vittime dovrebbero concludersi entro la fine del weekend, mentre le due sopravvissute, Maya e Paige, restano ricoverate in ospedale.
L’RCMP sottolinea che più di 80 persone tra studenti, insegnanti e soccorritori sono state già intervistate, mentre altre testimonianze sono in corso, condotte secondo principi di trauma-informed care. La polizia ha inoltre raccolto prove digitali e materiali, inclusi video e immagini dei testimoni, filmati delle telecamere di sorveglianza e delle bodycam degli agenti intervenuti.
Le indagini proseguono anche con l’analisi delle attività online di Jesse, mentre sono già state analizzate le due armi da fuoco (un fucile a canna lunga e un fucile modificato) sequestrate nella scuola e quelle (numerose altre) sequestrate nell’abitazione. Si ritiene che il fucile a canne mozze sia stato coinvolto negli omicidi avvenuti in casa e non era mai stato precedentemente sequestrato dalla Polizia (che aveva già fatto visita alla famiglia di Jesse più volte in passato). Secondo l’RCMP, l’arma principale utilizzata nella sparatoria di massa alla scuola non è mai stata sequestrata dalla Polizia stessa e la sua origine è “sconosciuta”.
La RCMP ha inoltre attivato un portale online per raccogliere ulteriori prove da testimoni, come filmati registrati all’interno della scuola, con la possibilità di inviare materiale, qui: Evidence Submission Portal
Nelle foto in alto, sotto il titolo: a sinistra, due delle tante immagini erroneamente associate a Jesse (il montaggio è quello realizzato da AFP – Fact Check) e, a destra, l’unica foto confermata di Jesse, fornita dalla Polizia federale del Canada soltanto ieri
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