Provveditorati: identità cattolica, quo vadis?
TORONTO – Ho assistito al dibattito nella Circoscrizione 2 tra i candidati alla carica di trustee, chiamati a rappresentare i cattolici nel sistema scolastico del Catholic District School Board, un sistema che la Costituzione, la storia e la legislazione impongono di proteggere, promuovendo l’identità cattolica in Canada. Nell’adempiere a questo compito, essi contribuiscono anche allo sviluppo della cultura che costituisce il Canada.
È un mandato importante. Non c’è nulla di discriminatorio nei confronti degli altri se si rispettano gli standard che l’appartenenza a una confessione riconosciuta dalla Costituzione impone ai suoi membri. I non cattolici hanno un obbligo altrettanto serio di prestare un servizio assiduo alla propria utenza nei propri sistemi. Non ci sono vincoli né catene: se non ti piace, vattene; ma non sputare nel piatto da cui mangi.
Persino il candidato Markus De Domenico, che era presidente quando il TCDSB fu posto sotto supervisione per grave incompetenza finanziaria, ha ammesso questa distinzione. L’altra candidata, Sara Concordia, si è concentrata sulla gestione delle questioni concrete e affrontabili legate alle infrastrutture, agli spazi, alla disponibilità di materiali didattici e ai meccanismi di sostegno destinati a rafforzare la comunità, le famiglie e l’apprendimento.
In qualsiasi altro contesto, la scelta dovrebbe essere semplice. Chi merita la nostra fiducia: il trustee la cui ostinata inosservanza di questo principio fondamentale ha contribuito a portare le scuole cattoliche sull’orlo del collasso, oppure qualcuno la cui competenza negli affari ha contribuito a rafforzare la cultura dei parrocchiani tra i quali è cresciuta?
Questo porta, attraverso un percorso tortuoso, alla questione dell’idoneità alla carica. Il rispetto dei requisiti previsti è diventato una questione quando è stata posta, in termini generali, la domanda: «Chi può attestare la tua appartenenza e osservanza confessionale», la tua cittadinanza e l’assessment roll, cioè il registro sulla base del quale vengono calcolate le imposte immobiliari che paghi? Diverse municipalità e consigli scolastici della GTHA sembrano aver ostacolato l’applicazione di uno o più di questi requisiti di legge.
L’inevitabile domanda è emersa sotto diverse forme, ma tutte riconducono alla questione fondamentale: «Hai l’autorità?». In queste circostanze, il trustee De Domenico non sarebbe mai in grado di giustificare una parcella legale di oltre 500.000 dollari per la persecuzione dell’ex collega, il trustee Del Grande, perché quest’ultimo si era schierato in difesa dei diritti confessionali contro l’agenda della controcultura.
Né, del resto, avrebbe dovuto approvare l’eliminazione del programma International Languages Day Program. La decisione avrebbe consentito di risparmiare l’10% del deficit di bilancio dichiarato dal consiglio scolastico (75 milioni di dollari), ma avrebbe fatto saltare il lavoro di settantasette (77) insegnanti. La sua (?) soluzione, elaborata insieme al deputato provinciale (MPP) della sua circoscrizione, consisteva nell’offrire i corsi di lingua durante l’orario destinato all’insegnamento religioso. In un Provveditorato cattolico!
Tuttavia, il “dibattito”, tenendo conto del consueto tentativo di manipolazione [a mio avviso fuorviante] volto a ottenere un risultato prestabilito, ha messo in luce anche altre due tendenze preoccupanti: primo, l’assenza dell’Ontario Catholic School Trustees’ Association (OCSTA) nella difesa dei consigli scolastici cattolici; secondo, l’indifferenza dell’Ontario English Catholic Teachers’ Association (OECTA) rispetto allo sviluppo professionale degli insegnanti e alla formazione degli studenti.
Nessuno dell’OCSTA era presente al dibattito. L’OECTA è rimasta in silenzio. Indovinate chi ha la responsabilità di negoziare le “condizioni” nelle aule?
Nella foto in alto, la sede centrale del Toronto Catholic District School Board (foto: https://www.tcdsb.org/)

