Via ’Fully Alive’,
è troppo cattolico

di Mariella Policheni del 12 January 2023

TORONTO - A seguito delle accuse che contengono argomenti omofobici e transfobici, entro marzo di quest’anno una casa editrice internazionale di libri di testo interromperà la pubblicazione dei libri di educazione sessuale Fully Alive utilizzati dai provveditorati scolastici cattolici in Ontario.

La sessualità, il matrimonio e la famiglia in Fully Alive vengono presentati attraverso la lente della fede cattolica. Come ci si aspetta che sia dal momento che i genitori hanno scelto di far frequentare ai propri figli una scuola in grado di formarli secondo i principi veicolati dal cristianesimo, che promuova quindi i valori e la famiglia.

Ma, a quanto pare per alcune persone, questo è solo un dettaglio e non la ragione dell’esistenza di queste scuole. La pensa così ad esempio Kyle Iannuzzi, un membro del comitato consultivo 2SLGBTQ ed ex fiduciario presso il Toronto Catholic District School Board (TCDSB), secondo cui Fully Alive non include chiunque non si identifichi come eterosessuale e cisgender. “Forniscono alle menti in via di sviluppo nozioni sessualizzate di sé che aderiscono alla fede cattolica ma sono in contrasto con la realtà della scienza e della natura - ha detto a CBC Toronto - promuove davvero un’esperienza di solitudine e penso che contribuisca ai motivi per cui l’autolesionismo è una opzione per i ragazzi queer, specialmente negli ambienti cattolici”.

Iannuzzi è tra quelli che hanno presentato un reclamo alla casa editrice Pearson Canada lo scorso giugno. Dopo sei mesi, ha detto, è stato contattato dalla casa editrice che lo ha informato che avrebbe interrotto la stampa dei libri a dicembre. Pearson non ha invece risposto alle domande di CBC sul motivo per cui ha eliminato questa serie di libri. Libri peraltro pubblicati per la prima volta circa 30 anni fa ed aggiornati tra il 2007 e il 2015. Ad approvare il contenuto di questi testi sono stati l’Ontario’s Institute for Catholic Education and the Ontario Conference of Catholic Bishops. “Nessun insegnante cattolico dovrebbe insegnare questo tipo di contenuti agli studenti", rincara la dose l’insegnante del TCDSB Paolo De Buono su un sito web da lui gestito. Ian McCombe, rappresentante di Halton Parents for Change, poi adduce anche “danni permanenti” e “traumi per i giovani vulnerabili che stanno ancora cercando di capire la propria identità o che potrebbero avere membri della famiglia che si identificano come LGBTQ+”.

Sono libri, questi, che danno fastidio in sostanza. Libri che a parer loro, debbono sparire dalla circolazione, che sui banchi delle scuole cattoliche dell’Ontario non debbono trovare posto.

Poco importa che questo materiale didattico nella scuola primaria in particolare apra la strada ad una formazione cristiana che, per sua stessa natura, “accoglie ed include, educa ed orienta, fa riflettere ed acquisire consapevolezza di sé stessi, delle relazioni con gli altri e con il mondo esterno”.

In una dichiarazione inviata alla CBC Toronto, il TCDSB ha affermato: “Il personale docente a livello elementare può utilizzare risorse come Fully Alive ed esercitare il proprio giudizio professionale per quel che concerne il curriculum, inclusa la selezione delle risorse".

La realtà, che evidentemente non va a genio ai detrattori del cattolicesimo, è che i genitori hanno il sacrosanto diritto di scegliere di mandare i propri figli nelle scuole cattoliche affinchè possano ricevere una formazione che segua i principi della religione professata. Se si chiamano così, dovrebbero chiedersi, ci sarà un motivo.

A difesa dell’uso dei libri messi al bando si è erto l’Institute for Catholic Education: in una dichiarazione inviata via e-mail, afferma che i genitori "si aspettano giustamente che la presentazione di un programma di studi sulla vita familiare rifletta una visione cattolica della vita umana, della sessualità, del matrimonio e della famiglia".

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