Laurentian University,
giù le mani dall’Italiano

di Mariella Policheni del March 5, 2021

TORONTO - Sono sulle spine i docenti e gli studenti del programma di Studi Italiani della Laurentian University. Da quando il 10 febbraio l’ateneo ha dichiarato lo stato di insolvenza, citando oltre 300 milioni di debiti, non dormono di certo sonni tranquilli.

“Non so esattamente come questa situazione si ripercuoterà su di noi - ha detto Diana Iuele Colilli, presidente del dipartimento di Lingue e letterature moderne - temiamo che, in quanto piccolo, il programma Italian Studies possa essere tagliato”. Un programma ricco e ben strutturato che tramite diverse iniziative promuove e riesce a far apprezzare la lingua e la cultura italiana.

“La nostra intenzione è di continuare a fornire un programma di livello mondiale che offra eccellenza nell’insegnamento, che includa anche corsi esperienziali e integrati sul posto di lavoro, la messa in scena delle produzioni teatrali annuali di Le Maschere Laurenziane, che da 30 anni coinvolge gli studenti della nostra università - continua Christine Sansalone, professore associato dell’Italian Department of Modern Languages and Literatures della Laurentian University - la promozione di attività extracurriculari e co-curriculari per i nostri studenti, le ricerche nel campo degli studi italocanadesi, della pedagogia linguistica e della letteratura italiana. Inoltre il rapporto con la comunità italiana di Sudbury è decisamente stretto”.

Il desiderio di poter continuare ad insegnare la lingua italiana è talmente forte che la Colilli e la Sansalone, hanno iniziato a contattare la comunità affinché sostenga il programma. “Stiamo solo cercando di essere proattivi - ha dichiarato la docente Iuele Colilli - stiamo coinvolgendo la nostra comunità, la comunità italiana affinché ci dia una mano a far sapere all’amministrazione quanta importanza rivesta il programma italiano per la comunità e viceversa”.

Da un lato c’è l’ansia, dall’altro la speranza che quanto temuto non accadrà. Secondo le due insegnanti, questo programma potrebbe venire eliminato a favore di quelli scientifici. “Questa è una sensazione che molti di noi condividono, sfortunatamente ma speriamo di sbagliarci”, ha detto la Sansalone.

La perdita di questo programma sarebbe una ferita per la comunità tutta. Comunità che ha già iniziato ad alzare la voce inviando lettere a favore del mantenimento dell’Italian Studies al presidente della Laurentian University Robert Haché, alla vice-presidente Marie-Josée Berger, al cancelliere Serge Demers e al Rettore Joel Dickinson “Riteniamo che mettere in luce l’impatto che il programma Italian Studies ha avuto sulla comunità e la collaborazione che esiste da oltre 30 anni - per non parlare dell’importante ruolo della comunità italiana nella fondazione della Laurentian University - avrà un impatto positivo sulle decisioni durante la ristrutturazione che dovrà essere realizzato in un futuro molto vicino”, conclude la Sansalone.

Finora i vari livelli di governo tacciono. Lasciare che la scure si abbatta su un programma, ben funzionante e di grande prestigio come questo, non è quello che la comunità vuole. Non è quello che di certo la comunità italiana desidera. Sarebbe una sconfitta per tutti.

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