Covid e proteste,
il governo affossa l’istruzione

di Francesco Veronesi del October 6, 2021

TORONTO - L’istruzione in Ontario non rappresenta una priorità. A ribadire questo assunto paradossale è stato il Discorso dal Trono di lunedì, un documento di sette pagine nel quale l’esecutivo ha elencato la nuova agenda di governo per gli ultimi mesi di questa legislatura prima del voto provinciale del giugno 2022.

Ebbene, la vice governatrice Elizabeth Dowdeswell - che ha semplicemente letto il documento, come vuole la prassi istituzionale - non ha nominato nemmeno una vola la parola “istruzione”. Già in una situazione di normalità questa ”dimenticanza” avrebbe provocato molto rumore, visto che le due prerogative principali del governo provinciale - rispetto alla controparte federale - sono proprio la gestione dell’istruzione pubblica e della sanità. Ma l’omissione - voluta o meno - nel piano programmatico governativo, in una situazione d’emergenza provocata dalla pandemia, ha davvero del clamoroso.

L’istruzione pubblica in Ontario in questo momento può essere definita con una sola parola: caotica. Il contagio di Covid-19 corre nelle scuole - solo ieri sono stati identificati altri 250 casi tra studenti e insegnanti, tre istituti sono stati chiusi, mentre le scuole con casi confermati sono addirittura 796 - il ministro incaricato Stephen Lecce non è stato in grado di implementare delle misure di sicurezza efficaci contro il Covid-19, mentre i provveditorati (quello cattolico di Toronto, in particolare) stanno pianificando di tagliare il numero degli insegnanti a danno degli studenti, che si ritroveranno in classi affollate, più vulnerabili quindi al rischio contagio.

Il Toronto Catholic District School Board ancora una volta si è distinto per la sua endemica inadeguatezza nel gestire la situazione d’emergenza. Per mesi, invece di occuparsi di implementare linee guida e protocolli di sicurezza per limitare il contagio, si è occupato quasi esclusivamente di questioni di secondo piano, vedi la bandiera arcobaleno degli istituti. Alcuni fiduciari la scorsa estate invece di impegnarsi nei nuovi programmi anti Covid hanno preferito dedicarsi alla politica, come Norm De Pasquale con la sua improbabile candidatura a Spadina Fort York culminata con una sonora sconfitta.

Ora i genitori sono sul piede di guerra e giustamente hanno nel mirino chi ha devastato il settore scolastico negli ultimi anni in Ontario: il ministro dell’Istruzione e gli School Board, quello cattolico di Toronto in particolare.

Ieri a Queen’s Park, durante il primo Question Period dopo il riavvio dei lavori parlamentari, la lader dell’Ndp Andrea Horwath ha attaccato a muso duro il governo per il suo immobilismo sul fronte scolastico. Lecce si è difeso sottolineando come - a suo dire - questo governo sia stato quello che ha investito più fondi nell’istruzione.

Il braccio di ferro, in ogni caso, è destinato a diventare uno dei temi caldi della prossima campagna elettorale: quella ufficiale inizierà in primavera, ma quella non ufficiale è già iniziata.

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