In Italia 10.575 nuovi contagiati
e 267 vittime. Vaccini, ipotesi terza dose

di Giorgio Mitolo del May 6, 2021

ROMA - Tornano a salire i nuovi contagiati dal Covid, in Italia, ieri 10.585 contro i 9.116 di lunedì. Sono state invece 267 le vittime, 38 in meno rispetto alla giornata precedente. 327.169 i tamponi molecolari e antigenici effettuati - su tutto il territorio nazionale - nelle ultime 24 ore in Italia. Il tasso di positività risale al 3,2%, quando lunedì era al 2,9%. I pazienti ricoverati terapia intensiva sono tuttora 2.368, ma in calo di 55 unità rispetto alla giornata precedente. Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 17.520 persone, in calo di 656 unità rispetto a lunedì.

Nel frattempo, cresce l’ipotesi di una terza dose del vaccino anti- Covid da somministrare a novembre a sanitari e over 80, i primi ad aver fatto le vaccinazioni. Dopo che Pfizer/BioNTech ha parlato di un probabile richiamo a 6-12 mesi dopo la seconda dose - e da lì in poi di un richiamo annuale - scienziati e esperti sono concordi nel consigliare un’ulteriore inoculazione, anche se per alcuni è una decisione che va presa sulla base dei dati clinici.

"Un ulteriore richiamo del vaccino anti-Covid", con la terza dose "era già previsto. I dati sono ancora da confermare rispetto a quella che è la durata della protezione, in più vediamo che la malattia dopo sei mesi in qualche caso determina già la reinfezione e quindi ci sta che possa esserci questa necessità nei soggetti più a rischio e nei soggetti più esposti", dice il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell’Università di Milano.

"Credo che ci sia anche la possibilità - sottolinea Pregliasco - di un vaccino aggiornato, considerate le nuove varianti del Covid in circolazione".

Sull’argomento, Claudio Mastroianni, direttore del Dipartimento di Malattie infettive del Policlinico Umberto I di Roma, afferma che "la terza dose" di vaccino anti-Covid "a fine anno per gli operatori sanitari e gli anziani credo che sarà molto probabile. Però andranno anche analizzati gli studi in corso, valutate le varianti virali in circolazione, verificato il titolo anticorpale a 5-6 me- si dalla seconda dose e che tipo di situazione epidemiologica avremo a novembre-dicembre".

Più scettico Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria, il quale sostiene che "sulla possibilità di fare una terza dose del vaccino anti-Covid sarei cauto. Non abbiamo dati certi su quando farla dalla prima: 6 mesi o 12 mesi? Sarebbe meglio aspettare dati certi sulla durata dell’immunità e poi capire come muoversi. Per i medici e operatori sanitari significherebbe fare una terza dose a fine novembre e dicembre".

Secondo Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, "in questo momento non ha alcun fondamento scientifico né dire che una terza dose di vaccino anti-Covid si debba fare, né dire che non si debba fare. Il richiamo - sottolinea l’esperta - si fa quando si ha la certezza scientifica che siano calati gli anticorpi stimolati dall’iniezione-scudo. Un eventuale richiamo, conclude la Gismondo, "potremo deciderlo più in là, quando saranno passati 7-8 mesi o forse anche più".

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