Interviste

Intervista esclusiva a Pierre Poilievre: “Meno tasse e più case, ecco come”

TORONTO – Pierre Poilievre, leader del Partito Conservatore del Canada e candidato alla carica di Primo Ministro, ha rilasciato un’intervista di fine anno al Corriere Canadese. In realtà si è trattato più di un dialogo rilassato che ha toccato alcuni degli argomenti più caldi e sentiti recentemente nel forum pubblico: alloggi, alto costo della vita ed emergenza dell’abuso di droga. Abbiamo tentato di riflettere accuratamente ciò che potete ascoltare nel video del nostro colloquio, pubblicato in fondo a questo articolo. Sono state apportate modifiche per facilitare il flusso della conversazione.

I canadesi sono assolutamente sbalorditi dal costo della spesa; e sono anche sconvolti dalla crescente violenza e mancanza di rispetto per il mondo che li circonda. Lo vediamo tutti i giorni nella zona di Toronto. Allo stesso tempo, sono sconcertati dal costo degli alloggi e dell’affitto. Come sa, molte persone nella comunità italocanadese, soprattutto nell’Ontario meridionale, come altrove, hanno una vasta presenza nel settore edile. E ne sanno più della maggior parte delle altre persone in materia di alloggi. Insomma, dove andremo a vivere domani? E perché gli alloggi costano così tanto?

“Il problema è duplice. Primo, questi enormi deficit gestiti dal governo fanno aumentare l’inflazione ed i tassi di interesse e questo fa aumentare le rate del mutuo. Dobbiamo limitare la spesa e tagliare gli sprechi per pareggiare il bilancio, abbassare l’inflazione ed i tassi di interesse, come facevi tu, Joe, quando era al governo. La seconda cosa è che abbiamo il minor numero di case pro capite di qualsiasi altro Paese del G7, anche se abbiamo più terreno su cui costruire. Ciò ha portato il Canada ad avere le peggiori condizioni abitative probabilmente in tutta l’OCSE. La nostra Toronto ha il peggior mercato immobiliare del mondo secondo UBS Bank. Vancouver è il terzo peggiore se si confronta il reddito medio con il prezzo medio delle case; oggi puoi acquistare un castello in Scozia ad un prezzo inferiore di un bilocale a Kitchener. Quindi, questo è il record di Trudeau dopo otto anni in cui ha raddoppiato i costi delle case.

Come possiamo costruire più case? Ebbene, l’ostacolo è ottenere i benedetti permessi [di alloggio]. Abbiamo la seconda autorizzazione più lenta nell’OCSE – che [ha comportato] l’aggiunta di 1,3 milioni al costo di ogni casa [unifamiliare] di nuova costruzione a Vancouver. I Comuni di Toronto, GTA e dell’Ontario meridionale hanno aumentato le tariffe per lo sviluppo del 900%. Montreal ha bloccato 25.000 case negli ultimi tre anni. Winnipeg ha appena bloccato 2.000 case [di cui è prevista la costruzione] accanto ad una stazione di transito costruita per quelle case… [ma poi messa in attesa] perché il Consiglio Comunale ha detto che gli elettori [non] vogliono più [passeggeri?] come vicini. Dobbiamo eliminare la burocrazia lentissima.

Ecco il mio piano basato sul buon senso: richiederò che le città consentano il 15% in più di completamento delle case all’anno come condizione per ottenere finanziamenti federali; venderò 6.000 edifici federali e migliaia di acri di terreno federale per costruire, costruire, e costruire; richiederò che CMHC approvi il finanziamento per gli appartamenti in due mesi, anziché in due anni. È così che accelereremo la costruzione [di case]. Abbiamo il terreno, la manodopera, il legname. Dobbiamo solo togliere di mezzo il governo in modo da poter [portare a termine il lavoro]”.

Lei è fiducioso che le Province ed i Comuni che hanno dato il proprio contributo a tutto questo si adegueranno o saranno attratti dagli incentivi che lei metterà in atto. Ha qualcosa che le suggerisce che avrà successo in questo senso?

“Queste città tengono più al denaro che a qualsiasi altra cosa. Ogni volta che incontro un sindaco, dice sempre ‘Voglio soldi dai federali’ e la mia risposta è: [voi] ora ricevete 5 miliardi in trasferimenti ricorrenti direttamente dal livello federale alle città. Dirò che [questi trasferimenti saranno] trasformati in un incentivo per l’edilizia abitativa. Quindi, o raggiungi il mio obiettivo del 15% o il tuo Comune riceverà meno soldi;. e se superi l’obiettivo riceverai un bonus di costruzione. In altre parole, voglio pagare le burocrazie locali [immobiliari] nello stesso modo in cui vengono pagati gli agenti immobiliari, su commissione. Voglio che le burocrazie pensino a come possono accelerare il processo di costruzione, in modo che possano ottenere più soldi federali; e nei casi in cui assistiamo ad atti di gatekeeping, in realtà tratterrei i trasferimenti per progetti di grandi dimensioni. Se vuoi che la tua linea di trasporto venga costruita devi toglierti di mezzo. Dobbiamo adottare un approccio più duro perché, al momento, non ci sono incentivi: ricevono comunque il grosso assegno ogni mese dai federali, indipendentemente da quanto tempo impiegano. Non lo faranno mai a meno che non colleghi il risultato ai dollari”.

Vorrei rivolgere la sua attenzione ad alcune questioni che riassumerei nell’espressione “qualità della vita”: le persone devono avere un posto dove vivere, ma devono anche poter avere accesso a cibo a prezzi accessibili e devono anche avere a disposizione quei professionisti che si prendano cura di loro quando hanno bisogno. Innanzitutto, qual è il piano per abbassare i prezzi dei generi alimentari?

“Per quanto riguarda il cibo, abbiamo questa massiccia e crescente tassa sul carbonio sugli agricoltori che producono il cibo e sui camionisti che lo spediscono. Per esempio, un agricoltore nella mia zona sta pagando circa 100.000 dollari di tassa [all’anno] solo sul carbonio che si prevede saranno quadruplicati a 400.000 secondo il piano ambientale liberale. Bene, taglierei le tasse sia sull’agricoltore che sul camionista che ci portano il bene, per consentire loro di produrre cibi a prezzi più accessibili. Elimineremo anche alcune delle norme non necessarie sull’uso dei fertilizzanti in modo che possiamo coltivare e produrre più cibo su ogni acro di terra che abbiamo, il che consentirà una maggiore produzione. Una fornitura maggiore equivale ad un prezzo più accessibile, quindi la misura principale sul cibo è smettere di tassare gli agricoltori ed i camionisti che ci portano il nostro cibo”.

Quale soluzione propone per i tipi di servizi essenziali di cui tutti hanno bisogno, in un momento o nell’altro della vita, ma soprattutto quando si invecchia: assistenza infermieristica, assistenza medica, ecc. … abbiamo un’enorme carenza nel settore sanitario per un paese del G7. Non è una bella immagine. Cosa farà al riguardo?

“Per quanto riguarda i medici, abbiamo 20.000 medici immigrati e 32.000 infermieri immigrati interdetti dal lavoro perché non hanno un percorso diretto per dimostrare le loro qualifiche. Nel mercato privato, da 70 anni, abbiamo un Red Seal Exam per meccanici, elettricisti, ecc., ma non abbiamo nulla di simile nelle altre professioni, quindi propongo un Blue Seal Exam per i professionisti immigrati per dimostrare le loro qualifiche ed iniziare a lavorare entro 60 giorni. Sosterrò 30.000 piccoli prestiti di studio in modo che se qualcuno ha bisogno di tempo libero dal lavoro per raggiungere gli standard canadesi, nel frattempo avrà qualche dollaro in tasca per pagare le bollette. Ora dobbiamo inserire i medici e gli infermieri immigrati nel loro ruolo nel sistema e consentire ai giovani canadesi che studiano all’estero, in qualunque Paese si trovino (che siano in Irlanda, o ai Caraibi, o negli Stati Uniti), di tornare a casa e, se necessario, fare gli esami e mettersi al lavoro e così aumenteremo l’offerta di medici e infermieri”.

Come coinvolgerete gli organismi professionali?

“Dirò alle Province: ‘guardate, ragazzi, anno dopo anno state ottenendo un massiccio aumento dei trasferimenti di assistenza sanitaria che, secondo voi, sono necessari per più medici. Bene, ecco un modo in cui possiamo ottenere più medici che siano già addestrati. Non è necessario mandarli alla scuola di medicina, quindi iscriveteli ad un Blue Seal Exam e legiferate se necessario per convincere gli organismi di autorizzazione medica a fare lo stesso. Lo abbiamo già fatto con il Red Seal Exam’. Le Province regolano anche i mestieri, ma tutti hanno concordato uno standard nazionale comune gestito dal Red Seal Council Of Canada che ci consente di avere un’unica licenza per essere carpentiere ovunque in Canada. Lo facciamo da 70 anni, com’è che non siamo riusciti a fare lo stesso nelle professioni? È pazzesco! Quindi userò i soldi federali come leva”.

C’è qualcosa che sembra essere un problema davvero critico: l’aumento della dipendenza dai farmaci [tossici]. Cosa proponete di fare per questa emergenza?

“Abbiamo perso più di 30.000 persone negli ultimi otto anni per overdose e la politica del governo è stata quella di depenalizzare il crack, l’eroina e le altre droghe pesanti; ciò ha solo peggiorato il problema. Ora vi stanno dando oppioidi finanziati dalle tasse, potenti quanto l’eroina, e sostengono che siano sicuri, ma in questi ‘siti sicuri’ quello che vediamo è un crimine enorme. Abbiamo visto una madre di mezza età vicino a Toronto uccisa da un proiettile vagante vicino ad un ‘luogo di consumo sicuro’. Nella zona est del centro di Vancouver è pieno di tutti questi cosiddetti ‘siti di consumo sicuro’, eppure nella British Columbia abbiamo sei persone al giorno che muoiono di overdose. Il mio Piano di Buon Senso inverte la depenalizzazione e la distribuzione dei farmaci e investe invece nel recupero e nelle cure. Ad esempio, possiamo fornire alle persone consulenza disintossicante, fitness, programmi di yoga, terapia di gruppo per le Nazioni Aborigene… quindi trasferirle in un appartamento transitorio nelle vicinanze in modo che possano tornare alcune volte alla settimana per consulenza e allenamenti, magari anche per fare da mentore ai tossicodipendenti in arrivo.

Questo approccio ha funzionato dove è stato provato e intendo investire i soldi in questo. Farò causa anche alle aziende farmaceutiche perché sono state loro a dare il via a questa cosa: hanno inondato il Nord America con l’ossicotina dicendo che era un antidolorifico innocuo e invece era un farmaco letale e altamente assuefacente che alla fine ci ha causato la crisi che stiamo vivendo oggi. Gli americani hanno recuperato 54 miliardi di dollari da queste aziende ed io voglio recuperare altrettanti miliardi [in proporzione] qui in Canada e investirò quei soldi nelle cure per riportare a casa i nostri cari senza dipendenza tossica.”

Grazie a voi ed a tutti i vostri lettori… Buon Natale!

(traduzione in Italiano a cura di Marzio Pelù)

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