Immigrazione, altro giro di vite: meno studenti, lavoratori temporanei e PR. Il Canada sempre più “esclusivo”
TORONTO – Nuovo giro di vite sull’immigrazione in Canada: il Paese si prepara ad accettare, nel 2026, un numero inferiore di studenti, lavoratori temporanei e residenti permanenti (PR).
Introdotti per la prima volta alla fine del 2024 (leggi qui) e poi aggiornati nuovamente a novembre (leggi qui), i nuovi tetti mirano – secondo le intenzioni del governo federale guidato da Mark Carney – a ridurre il tasso di disoccupazione, affrontare il problema dell’accessibilità abitativa, alleggerire la pressione sui servizi pubblici come la sanità.
Pur continuando a ridurre gli ingressi complessivi, il Canada favorirà lavoratori più qualificati, candidati francofoni e persone con esperienza canadese.
Ancora meno residenti permanenti
Nel piano sull’immigrazione pubblicato il 5 novembre, il Canada ha confermato i tagli introdotti nel 2024. L’obiettivo per il 2026 è di 380.000 nuovi residenti permanenti, in calo rispetto ai 395.000 del 2025 e ai 483.000 del 2024. Questo livello resterà invariato fino al 2028. La priorità resta l’immigrazione economica, in particolare i lavoratori qualificati, con 239.800 ammissioni previste nel 2026. Saranno favoriti i candidati con esperienza nei settori della sanità, dei servizi sociali, dei mestieri specializzati, dell’agricoltura, dell’istruzione e delle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics), attraverso il sistema “Express Entry”. Ancora una volta, il governo federale non tiene conto delle migliaia di piccole compagnie “etniche” che impiegano professionalità diverse da quelle “più richieste” e che hanno bisogno, per sopravvivere, di immigrati con qualifiche e “skills” che i canadesi non hanno. E lo stesso vale per i lavoratori temporanei: il Canada intende ridurli a meno del cinque per cento della popolazione entro la fine del 2027. Nel 2026 saranno ammessi 230.000 nuovi lavoratori temporanei, in forte calo rispetto al 2025.
Tagli agli studenti, tranne quelli ricchi
Ottawa ha inoltre annunciato una drastica riduzione delle ammissioni di studenti internazionali: solo 155.000 nuovi visti nel 2026 e 150.000 nel 2027 e 2028, contro i 360.000 del 2024 e i 437.000 del 2025. I nuovi studenti dovranno anche dimostrare di avere risorse economiche sufficienti, con una soglia minima annua di 22.895 dollari per i richiedenti singoli (il 1° settembre 2025, l’importo minimo richiesto è stato aumentato di oltre 2.000 dollari, raggiungendo il totale di 22.895 dollari all’anno per i richiedenti singoli: tale importo aumenta di circa 6.000 dollari all’anno per ogni familiare accompagnatore.). Di fatto, soltanto le famiglie ricche potranno permettersi di mandare i figli a studiare in Canada che diventerà ancora più esclusivo di quanto già non lo fosse.
Maggiore importanza all’esperienza canadese
Per ridurre la popolazione di residenti temporanei, il governo darà priorità alla residenza permanente per chi ha già lavorato o studiato in Canada, accelerando la transizione fino a 33.000 lavoratori temporanei nel 2026 e 2027: non è chiaro, però, come tali lavoratori verranno “selezionati”.
Regole più rigide per i familiari
Il numero di immigrati ammessi col il ricongiungimento familiare scenderà a 84.000 nel 2026. Sono inoltre state introdotte restrizioni sui permessi di lavoro per i familiari di studenti internazionali e lavoratori stranieri, ora limitati a specifiche categorie di studio e professioni qualificate.
Più francofoni e meno rifugiati
Il Canada punta ad aumentare la quota di immigrati francofoni, fissando l’obiettivo al 9% nel 2026, con un’ulteriore crescita negli anni successivi. Al contrario, il numero di rifugiati e persone ammesse per motivi umanitari scenderà a 56.200 nel 2026 e a 54.300 dal 2027. Sono inoltre allo studio nuove regole che renderebbero inammissibili alcune richieste di asilo.
Il Canada da “inclusivo” a “esclusivo”
Sembra finita l’era del “Canada che accoglie” e del “Canada inclusivo”. I segnali di questo trend erano già emersi, ma ora è tutto nero su bianco. Nel frattempo, le mète degli aspiranti immigrati – come dicono, per esempio, anche i dati recentemente pubblicati dall’istituto italiano CNEL sulle migrazioni europee: leggi qui – sono già cambiate: il nuovo Canada in versione “esclusiva” non è più fra le destinazioni preferite.
In alto, l’aeroporto “Pearson” di Toronto (foto di Lumi W da Unsplash)
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