Obbligo vaccinazione
del personale sanitario,
si accende il dibattito

di Francesco Veronesi del July 14, 2021

TORONTO - Anche in Canada, in netto ritardo rispetto ai Paesi europei, si accende il dibattito sull’ipotesi di imporre l’obbligo di vaccinazione per il personale sanitario. Nel Vecchio Continente a fare da apripista anche questa volta è stata l’Italia: lo scorso 1 aprile il governo guidato da Mario Draghi ha varato un provvedimento che estendeva l’obbligo vaccinale per medici, infermieri, assistenti sanitari, lavoratori delle case di cura a lunga degenza (RSA) e farmacisti.

L’Italia è stata quindi il primo Paese ad attivare questa misura, con l’intento di proteggere le fasce più deboli della popolazione e garantire il funzionamento del sistema sanitario messo sotto pressione dalla minaccia rappresentata dalle nuove varianti, in particolare la Delta.

Lunedì è stata la volta della Francia, con il presidente Emmanuel Macron che ha annunciato la stretta: obbligo di vaccinazione per tutto il personale sanitario, con estensione anche ad altre categorie lavorative che operano a stretto contatto con la fasce più deboli della popolazione, anche a domicilio. Ma non solo. Entro breve entrerà in vigore l’obbligo di pass vaccinale per bar, caffè, ristoranti, centri commerciali, aerei, treni, pullman di lunga percorrenza. E se la Germania per bocca della cancelliera Angela Merkel ha fatto sapere che non percorrerà quella strada, anche in Grecia si è deciso per il giro di vite.

Ora, alla luce della minaccia rappresentata dalla variante Delta, il dibattito sta decollando anche nel nostro Paese, anche perché numerose associazioni di categoria - specialmente quelle che hanno pagato il prezzo più alto dal punto di vista economia nelle fasi più acute della pandemia - stanno facendo pressing sui vari livelli di governo per introdurre degli elementi di sicurezza: l’obiettivo è evitare la prospettiva di un nuova lockdown nel caso si dovesse sviluppare una quarta ondata.

Ieri il Toronto Region Board of Trade ha chiesto ufficialmente al governo provinciale dell’Ontario di approvare un passaporto vaccinale da utilizzare per tutte le attività considerate non essenziali. In Quebec, ad esempio, questo tipo di misura entrerà in vigore a settembre mentre altre province, come il Manitoba, hanno già iniziato a rilasciare una carta speciale per tutti i residenti completamente immunizzati. “Il passaporto vaccinale - ha dichiarato il ceo dell’associazione, Jan De Silva - è l’unico strumento che abbiamo a disposizione per riaprire determinate attività come le conferenze, oltre che per ravvivare il turismo. Quella di vaccinarsi è una decisione personale, ma l’acceso a grandi eventi richiede una responsabilità morale.

La strada aperta dall’Italia e percorsa poi dalla Francia e dalla Grecia viene vista di buon occhio da un numero sempre crescente di virologi ed esperti canadesi. Isaac Bogoch, che in questo anno e mezzo di pandemia è diventato una voce autorevole a Toronto e in Ontario, sui social media ha accolto con favore l’annuncio di Macron. “Non possiamo mettere a rischio i più vulnerabili: questi provvedimenti hanno senso”.

D’altro canto i fatti di cronaca degli ultimi giorni ci ricordano come di fatto l’emergenza Covid-19 non sia terminata. Preoccupa, ad esempio, la presenza di un numero crescente di focolai di variante Delta nelle case di cura a lunga degenza, laddove solo una parte del personale sanitario è vaccinato contro il Covid.

David Fisman, professore di Epidemiologia alla Dalla Lana School of Public Health at the University of Toronto, si è detto favorevole a una nuova stretta sul personale sanitario. “È ormai passato il tempo massimo per il Canada - ha scritto su un tweet - non esistono più ragioni che giustificano la mancata vaccinazione del personale sanitario. Se avete deciso di aiutare la gente, non potete allo stesso tempo diventare dei vettori volontari del Covid”.

A questo punto la palla passa al governo provinciale, che in passato ha espresso prudenza sull’ipotesi di obbligo vaccinale per determinare categorie. Oltre questo bisogna ricordare come a queen’s Park, ufficialmente, nessun partito abbia appoggiato direttamente questa ipotesi.

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