Macchina del fango,
le scuse di blogTO al Corriere
(articolo e videopodcast)

di Francesco Veronesi del June 9, 2021

TORONTO - Il tempo è galantuomo. La macchina del fango - mediatica e politica - che ha investito il Corriere Canadese negli ultimi mesi inizia a perdere pezzi per strada.

blogTO, portale web di Toronto, ha dovuto presentare le sue scuse ufficiali per aver definito “omofobo, transfobico e razzista” un articolo pubblicato sul Corriere Canadese a firma dell’editore Joe Volpe. Il pezzo di blogTO era apparso su Internet il 13 gennaio 2021.

Freshdaily, compagnie editrice di blogTO, era stata denunciata dallo stesso Volpe e dal Corriere Canadese per diffamazione. Ora blogTO dovrà pubblicare le scuse ufficiali nel suo sito www.blogto.com per sei mesi.
“blogTO - si legge - si scusa per il suo articolo intitolato “A Toronto School Board removed an LGBT helpline from its resources” che è apparso online il 13 gennaio 2021. L’articolo, da allora rimosso, include porzioni di un comunicato stampa della YouthLine che incorrettamente caratterizza un articolo del Corriere Canadese scritto da Joe Volpe, critico di alcuni contenuti della YouthLine. Questo contenuto è stato successivamente rimosso dalla YouthLine e il sito è stato ripristinato dal TCDSB. Il comunicato stampa al quale faceva riferimento blogTO descriveva l’articolo del Corriere Canadese come omofobo, transfobico e razzista. blogTo riconosce che questa caratterizzazione dell’articolo del Corriere Canadese era falsa e si scusa per qualsiasi danno e difficoltà che la pubblicazione abbia potuto creare a Joe Volpe e al Corriere Canadese”.

Si tratta di un primo significativo passo verso la verità, in una vicenda che coinvolge diversi attori istituzionali e che sta avendo degli strascichi giudiziari.

Il Corriere Canadese, nell’articolo in questione e in altri servizi, si era permesso di criticare il TCDSB per il link garantito nel suo sito Internet al website della YouthLine: con appena 10 click, qualsiasi bambino che navigava nel sito del provveditorato cattolico di Toronto si sarebbe potuto trovare davanti del materiale inappropriato, tra recensioni di vibratori e fotografie pornografiche.

Ma la presa di posizione del Corriere non era piaciuta ad alcuni fiduciari del TCDSB e ai consiglieri comunali Kristyn Wong-Tam e Paul Ainslie, che decisero di scatenare una bufera mediatica tacciando il nostro editore e il nostro giornale di aver assunto posizione omofobe e razziste.

Accuse profondamente lesive non solo per Joe Volpe ma anche per tutti i giornalisti del Corriere, che da sempre hanno seguito una precisa linea editoriale: quella della tolleranza, dell’inclusione, della valorizzazione della diversità, del rispetto e della difesa dei diritti.

Wong Tam ha poi presentato una mozione a City Hall nella quale si chiedeva ai consiglieri comunali di togliere la pubblicità istituzionale dal nostro giornale, mozione poi cambiata in fretta e furia a poche ore dal voto: nella nuova versione spariva la minaccia del taglio della pubblicità, con la mozione che riaffermava “il suo dispiacere verso il Corriere Canadese in seguito alla stampa e alla distribuzione di articoli omofobi e transfobici sul TCDSB, i suoi trustee e le famiglie LGBTQ2S+”, con 24 voti a favore.

Ma quella votazione ha provocato un pesante effetto a catena, perché nella sostanza il comune di Toronto ha smesso di fare pubblicità con il Corriere. City of Vaughan ha fatto immediatamente lo stesso in seguito a una apparizione del figlio del sindaco Maurizio Bevilacqua in un meeting su zoom prima del voto, condannando il Corriere.

Vari partiti, inclusi i liberali e l’Ndp, senza analizzare i fatti con la dovuta accortezza sono giunti alla stessa conclusione, seguiti da municipalità come Mississauga e Brampton. A onor di cronaca, il sindaco di Brampton Patrick Brown, anche lui in passato vittima della macchina del fango che gli costò la leadership del Progressive Conservative e il futuro ruolo di premier dell’Ontario, è intervenuto personalmente per rimuovere il veto. Il danno reputazionale per il Corriere e i suoi dipendenti è stato quindi seguito da un danno economico. Da qui la necessità di ristabilire la verità, con la querela per diffamazione presentata dal Corriere alla stessa Wong Tam, a Paul Ainslie, ai fiduciari De Domenico, Di Pasquale, Li Preti, Rizzo a FreshDailye a Yahoo Canada.

“Le accuse che ci sono arrivate rappresentano menzogne inaccettabili - sottolinea l’editore Volpe - si tratta di un tentativo nemmeno tanto velato di zittire la stampa, negare il diritto di cronaca, il tutto studiato con cura”.

Ora, il fronte della macchina del fango sta iniziando a sgretolarsi.

Siamo sicuri che nelle prossime settimane alle scuse ufficiali di blogTO se ne aggiungeranno anche delle altre.

E se non sarà così, poco male. Perché alla fine dovrà essere un giudice a doversi pronunciare, a ristabilire i fatti e la verità, a punire eventualmente chi ha deciso deliberatamente di infangare la reputazione e la professionalità di chi lavora nel nostro giornale.

Il tempo è galantuomo, dicevamo. E con il tempo, ne siamo sicuri, sarà fatta giustizia.

Guarda il video-postcast realizzato dallo staff dell'agenzia CNMNG (www.cnmng.ca)

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