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Il “Buy Canadian” applicato anche alla Difesa: il piano di Carney per rendere il Paese più autonomo

TORONTO – Il “Buy Canadian” si estende alle Forza Armate: il governo federale ha infatti presentato, ieri, la sua prima “Strategia Industriale per la Difesa”, un piano ambizioso – da 6,6 miliardi di dollari – volto a rafforzare la sicurezza nazionale, stimolare la prosperità economica e consolidare l’autonomia strategica del Paese. L’iniziativa, annunciata dal primo ministro Mark Carney, punta a trasformare le industrie della Difesa canadesi, favorendo fornitori e materiali nazionali, investendo in innovazione e semplificando gli appalti militari.

“Difendere il Canada significa anche costruire il Canada. Sicurezza e prosperità sono le fondamenta di un Nord forte e libero. La nostra nuova “Strategia Industriale per la Difesa” garantisce che il Canada rimanga sovrano e padrone del proprio destino”, ha dichiarato Carney. In estrema sintesi: chi fa da sé, fa per tre. Soprattutto in un settore (oggi quantomai) delicato come la Difesa.

La “Strategia” si basa su cinque pilastri principali. Vediamoli.

1. Posizionare il Canada come leader nella produzione di difesa: il governo favorirà le aziende e la produzione nazionali, privilegiando fornitori canadesi negli appalti militari. Laddove non sia possibile, l’acquisto di equipaggiamenti stranieri sarà vincolato a condizioni che stimolino reinvestimenti nell’economia nazionale e garantiscano il controllo sovrano sui mezzi acquisiti.

2. Facilitare la produzione interna abbattendo le barriere tra governo e industria: verrà istituito un Forum Permanente di Consulenza per la Difesa, guidato dall’agenzia per gli investimenti nella difesa (DIA), per velocizzare gli appalti.

3. Sostenere l’innovazione difensiva e promuoverla all’estero: il governo investirà miliardi in piattaforme di finanziamento per imprese canadesi e per iniziative di ricerca in settori-chiave come intelligenza artificiale, spazio, tecnologie quantistiche e droni. E verrà potenziatpo l’export canadese di tecnologie di difesa.

4. Proteggere lavoratori, industrie e filiere nazionali: il nuovo Canadian Defence Industry Resilience Program aumenterà la capacità produttiva interna e garantirà la produzione di materiali critici, come la nitrocellulosa per l’artiglieria. Verrà inoltre lanciata un’agenda per formare lavoratori specializzati nella Difesa.

5. Guidare uno sforzo nazionale coordinato per rafforzare il settore della difesa: governo federale, province, territori e comunità indigene collaboreranno per colmare gap di sicurezza, sviluppare opportunità tecnologiche e garantire catene di approvvigionamento affidabili. Verranno accelerati progetti sui minerali critici e sviluppate supply chain sicure e strategiche.

La “Strategia” punta a creare 125.000 posti di lavoro ben retribuiti, aumentare del 50% le esportazioni di difesa, assegnare il 70% degli appalti alle imprese canadesi e far crescere del 240% i ricavi del settore. Nel prossimo decennio, sarà potenziata l’efficienza operativa delle flotte marittime (75%), terrestri (80%), aeree (85%). L’investimento complessivo supera il mezzo trilione di dollari, tra sicurezza, prosperità e sovranità nazionale. Un ruolo centrale sarà svolto dalla Defence Investment Agency (DIA) che semplificherà i processi, riducendo la burocrazia.

Così, il “Buy Canadian” già invocato in ambito commerciale si estenderà alle Forze Armate, riducendo la dipendenza estera, sostenendo l’industria nazionale e garantendo il controllo sovrano degli equipaggiamenti militari. Sperando in un Canada più sicuro in un mondo che lo è sempre di meno.

Il comunicato integrale del governo federale con citazioni e link è disponibile qui: Prime Minister Carney launches Canada’s first Defence Industrial Strategy to strengthen security, create prosperity, and reinforce strategic autonomy

In alto, Mark Carney (Twitter X – @MarkJCarney)

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