I liberali volano nei sondaggi: tentazione voto anticipato
TORONTO – Aumenta il gap che divide i liberali dai conservatori nelle intenzioni di voto. E il cambiamento degli equilibri nei rapporti di forza tra i partiti porta con sé la tentazione per il primi ministro di un ritonro alle urne per le elezioni anticipate.
Negli ultimi giorni sono usciti due sondaggi che certificano come i grit abbiano definitivamente spiccato il volo, mentre i conservatori non riescono a tenere il passo.
Secondo Abacus, infatti, se si votasse in questo momento, il Partito Liberale di Mark Carney agguanterebbe il 44 per cento, un valore che molto probabilmente si tradurre con la maggioranza assoluta dei seggi alla House of Commons. Il Partito Conservatore, invece, non andrebbe oltre il 37 per cento.
Sulla stessa lunghezza d’onda una seconda indagine demoscopica, questa volta effettuata da Liaison, dove i liberali raggiungono il 43 per cento, allargando il gap con i conservatori di ben 9 punti percentuali, visto che i tory si fermerebbero al 34 per cento delle intenzioni di voto.
Al di là delle sfumature sulle singole percentuali, i due sondaggi fotografano fedelmente quanto sta succedendo nelle ultime settimane, con l’aumento della popolarità del primo ministro e, parallelamente, le difficoltà di Pierre Poilievre, che non riesce a capitalizzare la possibile crescita in termini di consenso in seguito al via libera ricevuto alla convention conservatrice di Calgary.
E a questo punto acquistano un significato più preciso le voci che vogliono il primo ministro tentato al ritorno alle urne a un anno di distanza dalle ultime elezioni federali. Anche perché in questo momento alla House of Commons ci sono tre caselle da completare, con tre seggi rimasti vacanti per le dimissioni degli ex ministri Chrystia Freeland e Bill Gate e per la decisione della Corte Suprema della scorsa settimana, con l’annullamento dei risultati nel distretto quebecchese di Terrebone e il conseguente addio della deputata liberale Tatiana Auguste.
Ma è evidente che in questo momento Carney è di fronte a un dilemma politico, anche perché stiamo per entrare nella fase calda del negoziato per il rinnovo del trattato Cusma. La strada del ritorno alle urne, con la campagna elettorale di oltre un mese, appare impraticabile, o quanto meno carica di difficoltà oggettive. Dall’altro lato le opposizioni non sembrano così attratte dalla prospettiva di elezioni anticipate, con l’Ndp che deve ancora dotarsi di una nuova leadership dopo le dimissioni di Jagmeet Singh e con i conservatori che continuano a guardare ai sondaggi con evidente preoccupazione.

