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Hamilton si mobilita per Niscemi: raccolta-fondi al Club Racalmutese con la Sicilian Cultural Society

HAMILTON – I siciliani di Hamilton, Ontario, tendono la mano ai “fratelli” di Niscemi, Caltanissetta, per aiutarli dopo la serie di frane che hanno colpito la loro comunità, lasciando molti di essi senza una casa.

La Sicilian Cultural Society of Hamilton, insieme ai presidenti onorari Enza e Joe Mancinelli ed altri leader della comunità, annuncia infatti il lancio ufficiale della campagna di raccolta fondi “SERA for Sicily” (Sicilian Emergency Relief Assistance): obiettivo, raccogliere fondi per aiutare la comunità di Niscemi, nella “loro” Sicilia, duramente colpita dagli eventi verificatisi alla fine di gennaio.

“Questa iniziativa è stata ideata per sostenere la comunità di Niscemi duramente colpita dall’impatto devastante dell’uragano ‘Harry’. Le frane di grande entità hanno costretto circa 1.500 persone ad abbandonare le proprie case, lasciando numerose famiglie senza un tetto, spiega la Society. La comunità di Hamilton è dunque invitata a partecipare all’evento di apertura, che si terrà domenica 12 aprile alle ore 14 presso il Fratellanza Racalmutese Club, situato al 72 Murray Street West, a Hamilton.

“Hamilton ha una lunga tradizione di solidarietà verso la comunità italiana nei momenti di crisi”, spiegano i pesidenti onorari Enza e Joe Mancinelli – : la Sicilian Cultural Society of Hamilton, insieme ad altri leader della comunità, ha deciso di guidare questo sforzo e invita tutti a dimostrare ancora una volta il leggendario spirito di generosità per sostenere Niscemi”.

“Si tratta di un’iniziativa importante – aggiungono i co-chair della Sicilian Cultural Society of Hamilton, Sam Cino e Joe Baiardo – che la Society, insieme ai suoi partner comunitari, organizza per lanciare una campagna di raccolta-fondi per assistere la comunità di Niscemi così duramente colpita”.

Vediamo alcuni dettagli della campagna, spiegati direttamente dagli organizzatori. “Le donazioni saranno gestite tramite ‘HOPE’, in modo da garantire che il 100% dei fondi raccolti venga destinato direttamente agli aiuti di emergenza. Tutti i donatori riceveranno una ricevuta fiscale”.

La campagna durerà diversi mesi ed il comitato incoraggia iniziative di raccolta-fondi a livello locale in tutta la città e nei dintorni. Per maggiori informazioni, il comitato invita tutti gli interessati a scrivere all’indirizzo e-mail seraforsicily@gmail.com

La frana si è fermata ma il versante resta fragile e la paura è ancora tanta

NISCEMI (Caltanissetta) – La terra ha smesso di muoversi, ma il versante è fragile. Niscemi: la frana che per settimane ha tenuto in sospeso centinaia di famiglie sembra aver interrotto – temporaneamente? – il suo “cammino”, da un paio di settimane. Ma è solo una tregua.

Fabio Ciciliano, capo della Protezione civile nazionale e commissario straordinario nominato dal governo per gestire l’emergenza, parlando alcuni giorni fa con i giornalisti, ha detto che oltre i 100 metri dal ciglio, le abitazioni possono essere considerate sicure. E così, dopo settimane di evacuazione, molti residenti si preparano a rientrare. Ma tornare non significa voltare pagina, anche perché vale solo per pochi fortunati.

Le ordinanze comunali hanno comunque riaperto le porte di molte abitazioni. Parliamo di centinaia di persone che, con prudenza, stanno tornando nei propri quartieri. Eppure il rientro non ha il sapore della normalità. Le crepe nei muri, ma soprattutto quelle nella fiducia, restano evidenti. Il timore è che quella massa di terra, oggi immobile, possa riprendere a scendere. Del resto, “la frana è ancora instabile”, avverte Ciciliano, “e quindi metterci le mani sarebbe particolarmente pericoloso”. Il versante che scivola verso la piana di Gela continua a essere fragile, condizionato in particolare dalla presenza di acqua nel sottosuolo. È lì che si giocherà la partita della sicurezza.

Come racconta GreenMe (www.greenme.it), se da un lato c’è chi rientra, dall’altro c’è chi non potrà farlo. La fascia entro i 100 metri dal ciglio resta zona rossa. Qui non si parla più di prevenzione, ma di rinuncia. Gli edifici più esposti saranno demoliti. Un passaggio necessario secondo i tecnici, ma che ha un impatto umano enorme. Si tratta di vedere cancellata una parte della propria storia. Il piano di abbattimento è ancora in fase di definizione, così come quello per la ricollocazione delle famiglie. È uno dei nodi più delicati: evitare che l’emergenza geologica diventi una frattura sociale.

Il governo ha stanziato 150 milioni di euro, divisi in due capitoli uguali. I primi 75 milioni serviranno per opere di ingegneria idraulica: drenaggi e canalizzazioni per ridurre la pressione dell’acqua nel sottosuolo, principale fattore di instabilità. Gli altri 75 milioni saranno destinati alle demolizioni e al sostegno delle famiglie sfollate. Il piano, una volta definito, sarà portato al vaglio del Consiglio dei Ministri. Ciciliano però frena sulle aspettative di rapidità: “Il fare presto a volte confligge con il bene. La velocità non deve essere confusa con la fretta”. Un investimento significativo che però apre una domanda: basterà intervenire ora per evitare nuove crisi?

Sul caso indaga, intanto, la Procura di Gela, che ha acceso un faro su un elemento cruciale: i progetti di consolidamento mai realizzati dopo la frana del 1997. Un passato che torna a pesare sul presente. In un Paese dove il dissesto idrogeologico è una costante, la differenza la fanno spesso gli interventi che non si fanno. Niscemi diventa così un caso emblematico per ciò che poteva essere evitato.

La gestione dell’emergenza entra ora in una fase più complessa: resta l’urgenza della prevenzione. “Sono opere idrauliche molto importanti”, ribadisce Ciciliano, “che vanno progettate in maniera precisa”. Intervenire troppo in fretta su un terreno instabile può aggravare il rischio. Serve progettazione accurata, tempi tecnici e una visione che vada oltre l’emergenza. Perché la frana si è fermata, ma il territorio resta vulnerabile. E mentre le luci dell’attenzione mediatica iniziano a spegnersi, a Niscemi resta una comunità sospesa: tra il sollievo del ritorno e la consapevolezza che sotto i piedi, la terra non è ancora del tutto affidabile.

In alto, una foto aerea del gigantesco fronte franoso a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, Sicilia: l’immagine è stata scattata dai Vigili del Fuoco (https://www.vigilfuoco.tv)

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